
Gli studenti stranieri che richiedono o rinnovano un permesso di soggiorno per motivi di studio in Francia devono ora dimostrare di poter disporre di almeno 877,50 € al mese, rispetto ai precedenti 615 €, secondo un decreto entrato in vigore il 1° agosto 2026. La nuova soglia, pari al 47% del salario minimo mensile lordo (SMIC), è stabilita dal Decreto 2026-526 del 22 giugno 2026 ed è stata inserita nel portale informativo governativo Service-Public.
Le autorità spiegano che l’aumento rende il requisito di sussistenza più aderente al reale costo della vita e risponde alle critiche della Cour des Comptes, che definiva la vecchia cifra “superata e irrealistica”, mettendo molti studenti internazionali a rischio di difficoltà economiche o lavoro non dichiarato. Il decreto prevede inoltre un adeguamento annuale automatico in base all’inflazione e alle variazioni del SMIC, offrendo maggiore trasparenza a università e richiedenti.
Praticamente, la modifica riguarda tre categorie: i richiedenti il visto per la prima volta dall’estero, gli studenti già in Francia che devono rinnovare la carta di soggiorno e gli studenti Erasmus o di programmi di mobilità che soggiornano fino a 12 mesi. Le prove accettate includono estratti conto bancari, lettere di borsa di studio, garanzie familiari o contratti di lavoro part-time, ma chi si affida al sostegno familiare deve ora fornire la prova di trasferimenti mensili programmati per l’intero importo.
I responsabili delle assunzioni nel settore educativo e i gestori della mobilità devono aggiornare immediatamente lettere di offerta e strumenti di budget. Il mancato rispetto della nuova soglia potrebbe comportare rifiuti o permessi di durata ridotta, con possibili ritardi nell’inizio di tirocini e programmi di doppia laurea. Anche i datori di lavoro che utilizzano la procedura ‘Passeport Talent — Jeune diplômé’ devono considerare il nuovo requisito più stringente per l’assunzione di neolaureati stranieri.
Sul lungo termine, gli osservatori prevedono che l’aumento possa spingere alcuni studenti verso destinazioni come Germania o Paesi Bassi, dove i requisiti economici sono ancora più bassi. Tuttavia, le autorità francesi sottolineano che i solidi benefici sociali, le mense universitarie sovvenzionate e le tariffe agevolate per i trasporti pubblici mantengono la Francia competitiva, soprattutto considerando che molti corsi di laurea magistrale in inglese ora sono esenti da tasse universitarie.
Le autorità spiegano che l’aumento rende il requisito di sussistenza più aderente al reale costo della vita e risponde alle critiche della Cour des Comptes, che definiva la vecchia cifra “superata e irrealistica”, mettendo molti studenti internazionali a rischio di difficoltà economiche o lavoro non dichiarato. Il decreto prevede inoltre un adeguamento annuale automatico in base all’inflazione e alle variazioni del SMIC, offrendo maggiore trasparenza a università e richiedenti.
Praticamente, la modifica riguarda tre categorie: i richiedenti il visto per la prima volta dall’estero, gli studenti già in Francia che devono rinnovare la carta di soggiorno e gli studenti Erasmus o di programmi di mobilità che soggiornano fino a 12 mesi. Le prove accettate includono estratti conto bancari, lettere di borsa di studio, garanzie familiari o contratti di lavoro part-time, ma chi si affida al sostegno familiare deve ora fornire la prova di trasferimenti mensili programmati per l’intero importo.
I responsabili delle assunzioni nel settore educativo e i gestori della mobilità devono aggiornare immediatamente lettere di offerta e strumenti di budget. Il mancato rispetto della nuova soglia potrebbe comportare rifiuti o permessi di durata ridotta, con possibili ritardi nell’inizio di tirocini e programmi di doppia laurea. Anche i datori di lavoro che utilizzano la procedura ‘Passeport Talent — Jeune diplômé’ devono considerare il nuovo requisito più stringente per l’assunzione di neolaureati stranieri.
Sul lungo termine, gli osservatori prevedono che l’aumento possa spingere alcuni studenti verso destinazioni come Germania o Paesi Bassi, dove i requisiti economici sono ancora più bassi. Tuttavia, le autorità francesi sottolineano che i solidi benefici sociali, le mense universitarie sovvenzionate e le tariffe agevolate per i trasporti pubblici mantengono la Francia competitiva, soprattutto considerando che molti corsi di laurea magistrale in inglese ora sono esenti da tasse universitarie.
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