
Nello stesso giorno in cui sono entrate in vigore le nuove restrizioni più ampie sulle uscite dal Paese, la Cina ha introdotto un’altra clausola controversa: gli agenti dell’immigrazione possono ora richiedere “documenti, materiali e dati elettronici” per verificare l’identità del viaggiatore e il motivo del viaggio. Secondo quanto riportato da ChosunBiz e basato sull’interpretazione ufficiale delle regole fornita da Xinhua, questa norma legalizza di fatto le ispezioni immediate di telefoni e laptop sia ai controlli d’ingresso che di uscita. Le autorità sostengono che la misura sia necessaria per contrastare frodi documentali e spionaggio, citando un aumento dei casi in cui inviti falsificati o storici di viaggio manomessi hanno mascherato trasferimenti illeciti di tecnologia. Gli avvocati, invece, denunciano l’assenza di un obbligo di mandato, che rende sfumata la linea tra controllo doganale e indagini digitali. “Un viaggiatore d’affari potrebbe essere costretto a consegnare file riservati di clienti o messaggi personali senza possibilità di ricorso chiaro,” avverte Li Yuchen, avvocato con base a Shanghai. La norma si applica sia agli stranieri che ai cittadini cinesi. Chi rifiuta o viene trovato in possesso di “materiali elettronici falsi” può vedersi negare il visto, l’imbarco o l’uscita dalla Cina. Le sanzioni arrivano fino a divieti di ingresso di cinque anni per gli stranieri che dichiarano falsamente lo scopo del viaggio, come sottolineato in un successivo briefing dell’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione. Le multinazionali stanno aggiornando le politiche di viaggio includendo dispositivi criptati o strategie di “telefono pulito” per il personale che attraversa le frontiere cinesi. I team di mobilità consigliano inoltre di separare account lavorativi e personali e di conservare i dati sensibili nel cloud anziché su dispositivi locali. Per ora, i consulenti per la conformità suggeriscono di preparare risposte standardizzate sugli obiettivi del viaggio e di assicurarsi che i file digitali corrispondano agli itinerari dichiarati. “La coerenza tra ciò che c’è sul telefono e quanto indicato nell’invito per il visto sarà fondamentale,” afferma un responsabile senior della relocation in un gruppo farmaceutico europeo.
Fonte: ChosunBiz
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