
I Commissari delle Entrate irlandesi hanno attivato la Versione 2 del Sistema Automatizzato di Importazione (AIS V2) alle 00:01 del 15 settembre 2026, completando il più grande aggiornamento tecnologico doganale dello Stato dall’era post-Brexit. AIS V2 allinea i requisiti dati irlandesi con l’Annex B rivisto del Codice Doganale dell’Unione Europea e introduce un nuovo set di messaggi e uno schema dati completamente rinnovati. Gli operatori commerciali ora presentano un dataset ampliato che copre sicurezza, valutazione e origine in un’unica dichiarazione elettronica, sostituendo i molteplici moduli di pre-dichiarazione.
Il lancio segue una finestra di migrazione di 18 mesi iniziata con l’implementazione delle Fasi 1 e 2 del CCI lo scorso dicembre. L’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza per i fornitori di software e gli agenti di trasporto al 15 dicembre 2026, riconoscendo la complessità del passaggio. Le imprese che continueranno a trasmettere messaggi AIS V1 dopo tale data vedranno le dichiarazioni respinte.
Per i responsabili della supply chain l’aggiornamento comporta implicazioni operative immediate. I broker devono assicurarsi che il loro software sia certificato per AIS V2 e che il personale sia formato sui nuovi elementi dati, in particolare sugli attributi obbligatori del codice HS come preferenze, quote e codici di procedure speciali. La mancata compilazione di questi campi può causare ritardi nello sdoganamento e costi di stazionamento al Porto di Dublino e nei depositi di spedizioni espresse.
Il sistema è inoltre programmato per le prossime riforme UE: l’eliminazione dell’esenzione da dazio de minimis di 150 € per spedizioni di basso valore dal 1° luglio 2027 e l’introduzione di una tariffa di gestione a livello UE dal 1° novembre 2027. L’Agenzia delle Entrate assicura che i futuri cambiamenti saranno implementati tramite AIS V2 senza ulteriori migrazioni, offrendo alle imprese una roadmap tecnologica più stabile.
Le grandi multinazionali con hub distributivi in Irlanda — in particolare nei settori dei dispositivi medici, hardware tecnologico e e-commerce — stanno consigliando ai fornitori di aggiornare fatture commerciali e dati master per evitare discrepanze. I piccoli importatori sono invitati a contattare immediatamente i loro agenti doganali; la finestra prorogata è generosa, ma gli ufficiali avvertono che è “assolutamente l’ultima.”
Il lancio segue una finestra di migrazione di 18 mesi iniziata con l’implementazione delle Fasi 1 e 2 del CCI lo scorso dicembre. L’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza per i fornitori di software e gli agenti di trasporto al 15 dicembre 2026, riconoscendo la complessità del passaggio. Le imprese che continueranno a trasmettere messaggi AIS V1 dopo tale data vedranno le dichiarazioni respinte.
Per i responsabili della supply chain l’aggiornamento comporta implicazioni operative immediate. I broker devono assicurarsi che il loro software sia certificato per AIS V2 e che il personale sia formato sui nuovi elementi dati, in particolare sugli attributi obbligatori del codice HS come preferenze, quote e codici di procedure speciali. La mancata compilazione di questi campi può causare ritardi nello sdoganamento e costi di stazionamento al Porto di Dublino e nei depositi di spedizioni espresse.
Il sistema è inoltre programmato per le prossime riforme UE: l’eliminazione dell’esenzione da dazio de minimis di 150 € per spedizioni di basso valore dal 1° luglio 2027 e l’introduzione di una tariffa di gestione a livello UE dal 1° novembre 2027. L’Agenzia delle Entrate assicura che i futuri cambiamenti saranno implementati tramite AIS V2 senza ulteriori migrazioni, offrendo alle imprese una roadmap tecnologica più stabile.
Le grandi multinazionali con hub distributivi in Irlanda — in particolare nei settori dei dispositivi medici, hardware tecnologico e e-commerce — stanno consigliando ai fornitori di aggiornare fatture commerciali e dati master per evitare discrepanze. I piccoli importatori sono invitati a contattare immediatamente i loro agenti doganali; la finestra prorogata è generosa, ma gli ufficiali avvertono che è “assolutamente l’ultima.”
Fonte: Irish Revenue Commissioners
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