
Dati recenti ottenuti dal Garda National Immigration Bureau (GNIB) e pubblicati ieri da Extra.ie rivelano che tra il 2020 e il 2025 ben 1.110 passeggeri sono arrivati nei quattro aeroporti regionali irlandesi senza alcun documento di viaggio, oltre ai 16.307 casi registrati all’aeroporto di Dublino. Cork rappresenta più della metà del totale regionale (586), seguito da Shannon (290) e Knock/Ireland-West (114). Sebbene i numeri siano modesti rispetto al totale dei passeggeri, questa scoperta ha riacceso il dibattito politico sulla sicurezza delle frontiere. Il leader di Aontú, Peadar Tóibín, ha definito la situazione una “porta sul retro” che mina la fiducia nel sistema di asilo irlandese e aumenta la pressione sulle strutture di accoglienza già in difficoltà. La ministra della Giustizia, Helen McEntee, ha dichiarato ai giornalisti che l’80-90% delle persone che richiedono protezione internazionale arriva ora tramite l’Irlanda del Nord, una statistica che evidenzia la complessità di controllare una frontiera terrestre aperta dopo la Brexit. Gli avvocati specializzati in immigrazione spiegano che molti arrivati abbandonano i documenti durante il viaggio per chiedere protezione per motivi di persecuzione, una pratica riconosciuta in tutta l’UE. Tuttavia, le compagnie aeree rischiano multe per il trasporto di passeggeri senza documenti validi, secondo le normative sulla responsabilità del vettore. Fonti del settore all’aeroporto di Cork riferiscono che da agosto le compagnie hanno intensificato i controlli d’identità, con ispezioni a campione da parte del Dipartimento di Giustizia al ponte aereo. Per i datori di lavoro, questa situazione è un promemoria che la verifica del diritto al lavoro inizia già al momento dell’assunzione. I team HR devono controllare passaporti originali o permessi di soggiorno irlandesi per tutti i nuovi assunti, anche cittadini UE, conservando copie nel rispetto del GDPR. I team di mobilità internazionale che spostano personale tra Irlanda e Gran Bretagna devono considerare che alcune compagnie ora richiedono il passaporto, nonostante l’Area di Viaggio Comune consenta altri documenti. Guardando al futuro, il Dipartimento di Giustizia dovrebbe pubblicare entro fine anno una revisione delle sanzioni per la responsabilità dei vettori. Un eventuale aumento potrebbe portare a controlli documentali più rigorosi negli aeroporti di partenza, allungando i tempi di imbarco per i viaggiatori regolari.
Fonte: Extra.ie
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