
Un avviso sull’immigrazione di Fragomen del 22 settembre conferma che la Francia ha notificato alla Commissione Europea l’intenzione di prolungare i controlli interni alle frontiere Schengen fino a dicembre 2026, motivando la decisione con la persistenza di minacce terroristiche. La misura, introdotta per la prima volta nel 2015 dopo gli attentati di Parigi, consente alla polizia francese di fermare i viaggiatori su treni, autobus e strade in arrivo dagli Stati membri confinanti dell’UE. Questa estensione allinea la Francia a paesi come Austria, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, che mantengono deroghe simili ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen. Per i pendolari e i viaggiatori giornalieri l’impatto pratico si traduce in controlli sporadici dei documenti d’identità in punti chiave come il tunnel del Monte Bianco (A40) e i servizi ferroviari Thalys da Bruxelles. I team di mobilità aziendale devono ricordare ai dipendenti esenti da visto che il tempo trascorso in Francia viene comunque conteggiato nel limite Schengen di 90 giorni ogni 180, anche in caso di ingresso via terra. È obbligatorio portare con sé passaporto o carta d’identità nazionale, mentre i cittadini non UE devono avere con sé la documentazione che attesti la regolarità del soggiorno (visto o permesso di soggiorno) per evitare ritardi in eventuali controlli secondari. Fragomen sottolinea che il Codice delle frontiere Schengen aggiornato per il 2024 impone agli Stati membri di riesaminare i controlli interni ogni sei mesi e di pubblicare valutazioni di proporzionalità. L’ultima comunicazione della Francia cita sia il livello elevato del piano Vigipirate sia le sfide logistiche legate alla sicurezza di eventi di grande portata come la visita papale e la Coppa del Mondo di Rugby 2027.
Fonte: Fragomen