
La polizia del Kerala ha arrestato giovedì sera l’amministratore delegato di una società di consulenza per l’immigrazione con sede a Kochi, dopo numerose denunce per truffe legate a offerte di lavoro all’estero. Secondo gli investigatori, l’azienda prometteva posizioni ben retribuite in Armenia, chiedendo fino a 4 lakh di rupie per ogni candidato per “visti garantiti” che però non venivano mai rilasciati. L’AD è ora accusato ai sensi del Bharatiya Nyaya Sanhita e della Sezione 24 della legge sull’immigrazione. L’operazione è stata scoperta quando il coniuge di una vittima si è rivolto alla polizia di Palarivattom mostrando ricevute e lettere di offerta false. Un’indagine parallela ha rivelato che le email di invito ai colloqui erano contraffatte, create usando domini gratuiti per imitare reclutatori armeni autentici. Le truffe sui visti sono in aumento, a causa delle restrizioni sui permessi di lavoro nei mercati del Medio Oriente e dell’attrattiva dei nuovi visti per talenti in Europa, che attirano molti candidati indiani. L’ufficio Protector of Emigrants (PoE) di Kochi ha annunciato un’intensificazione dei controlli sugli agenti non registrati e ha invitato i candidati a verificare i numeri di licenza sul portale eMigrate. I team di mobilità aziendale sono chiamati a informare dipendenti e familiari sull’importanza di utilizzare solo canali autorizzati per la ricerca di lavoro e trasferimenti familiari. Gli esperti legali avvertono che chi viaggia con documenti falsi rischia l’espulsione e il divieto di rientro nei paesi di destinazione.
Fonte: The Times of India
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