
L’Accordo Economico e Commerciale Globale tra India e Nuova Zelanda, previsto entrare in vigore il 20 ottobre 2026, si sta configurando come molto più di un semplice patto per la riduzione dei dazi. A Nuova Delhi, il Commissario Superiore Patrick Rata ha dichiarato che l’accordo prevede una quota di 5.000 visti “Temporary Employment Entry” per indiani qualificati — che spaziano dagli ingegneri informatici agli istruttori di yoga — e un programma working holiday con 1.000 posti riservati a giovani professionisti. I laureati indiani in discipline STEM presso università neozelandesi avranno inoltre il diritto a un permesso di lavoro post-studio di tre anni, esteso a quattro anni per i dottori di ricerca.
I negoziatori hanno integrato la mobilità in un accordo più ampio di accesso al mercato che copre 118 settori di servizi e garantisce il trattamento della nazione più favorita (MFN) in altri 139. Fondamentale per le aziende, sono stati eliminati tutti i limiti numerici per gli studenti indiani. Le università di Auckland e Wellington stanno già collaborando con partner di Bengaluru e Hyderabad per progettare programmi di doppia laurea che si collegheranno direttamente ai nuovi percorsi di visto.
Si prevedono anche collegamenti aerei: entrambi i governi hanno espresso sostegno per una rotta diretta — probabilmente Mumbai–Auckland — che ridurrebbe i tempi di viaggio per i dirigenti di cinque ore, eliminando la necessità di un visto di transito a Singapore o nel Golfo. Le compagnie aeree stanno monitorando la domanda, ma gli analisti prevedono almeno tre frequenze settimanali una volta attivato l’accordo.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: è il momento di pianificare il budget per viaggi e trasferimenti in Nuova Zelanda. I datori di lavoro potranno sfruttare il visto triennale per assegnare esperti indiani a progetti neozelandesi senza attivare procedure di migrazione permanente. Nel frattempo, i team HR dovranno aggiornare le politiche di mobilità globale per riflettere il riconoscimento reciproco delle qualifiche indiane previsto dall’accordo.
I negoziatori hanno integrato la mobilità in un accordo più ampio di accesso al mercato che copre 118 settori di servizi e garantisce il trattamento della nazione più favorita (MFN) in altri 139. Fondamentale per le aziende, sono stati eliminati tutti i limiti numerici per gli studenti indiani. Le università di Auckland e Wellington stanno già collaborando con partner di Bengaluru e Hyderabad per progettare programmi di doppia laurea che si collegheranno direttamente ai nuovi percorsi di visto.
Si prevedono anche collegamenti aerei: entrambi i governi hanno espresso sostegno per una rotta diretta — probabilmente Mumbai–Auckland — che ridurrebbe i tempi di viaggio per i dirigenti di cinque ore, eliminando la necessità di un visto di transito a Singapore o nel Golfo. Le compagnie aeree stanno monitorando la domanda, ma gli analisti prevedono almeno tre frequenze settimanali una volta attivato l’accordo.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: è il momento di pianificare il budget per viaggi e trasferimenti in Nuova Zelanda. I datori di lavoro potranno sfruttare il visto triennale per assegnare esperti indiani a progetti neozelandesi senza attivare procedure di migrazione permanente. Nel frattempo, i team HR dovranno aggiornare le politiche di mobilità globale per riflettere il riconoscimento reciproco delle qualifiche indiane previsto dall’accordo.
Fonte: The Economic Times
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