
La Australian Border Force (ABF) ha avviato discretamente una prova dal vivo di telecamere con riconoscimento facciale nella linea principale di controllo dell’Aeroporto Internazionale di Canberra. I dettagli pubblicati sul sito ABF il 26 settembre confermano che, per tutto il mese, i viaggiatori in arrivo e partenza gestiti dagli agenti — e non dagli SmartGate — potrebbero essere invitati a posizionarsi a 85 cm dall’obiettivo per consentire il confronto dell’immagine con i dati del chip del passaporto. Il test pilota è volontario per i passeggeri dai cinque anni in su, e chi rifiuta sarà sottoposto ai controlli standard. L’ABF sottolinea che le decisioni finali restano in capo agli agenti e che si prevede un “impatto minimo” sui tempi di attesa. I dati biometrici raccolti saranno conservati nel rispetto della normativa australiana sulla privacy e distrutti al termine della valutazione. Canberra è il terzo aeroporto australiano a sperimentare la biometria manuale di nuova generazione, dopo i precedenti test con SmartGate e chioschi a Sydney e Brisbane. Il progetto fa parte del programma Digital Passenger Journey del Ministero degli Interni, che punta a introdurre un controllo di frontiera completamente senza contatto e a eliminare la carta Incoming Passenger Card entro il 2028. Per i responsabili dei viaggi aziendali, questa prova anticipa un futuro in cui tutti i porti australiani, non solo i principali, si affideranno alla verifica biometrica. I viaggiatori dovrebbero essere informati sulle impostazioni della privacy (ad esempio, rimuovendo occhiali da sole e cappelli) e rassicurati sulla natura volontaria della partecipazione. Le organizzazioni con politiche di protezione dati più rigide potrebbero voler documentare le procedure di opt-out per il proprio personale.
Fonte: Australian Border Force