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Grandi Manifestazioni a Madrid Mantengono la Pressione sul Governo per la Crisi Migratoria di Ceuta

set 26, 2026
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Grandi Manifestazioni a Madrid Mantengono la Pressione sul Governo per la Crisi Migratoria di Ceuta
Decine di migliaia di spagnoli hanno sfilato nel centro di Madrid il 26 settembre, chiedendo elezioni anticipate e misure più severe per affrontare l’emergenza migratoria nell’enclave spagnola di Ceuta. La manifestazione, organizzata dalla piattaforma civica Sociedad Civil Española e sostenuta dai partiti di opposizione Partido Popular e Vox, è partita da Plaza de Cibeles e si è diretta verso l’Arco de Moncloa, con striscioni recanti slogan come “Difendiamo Ceuta” e “Basta invasioni”.

La protesta arriva esattamente otto settimane dopo l’eccezionale attraversamento di massa del 30-31 luglio, quando oltre 70.000 persone – molte delle quali di nazionalità marocchina – sono entrate irregolarmente a Ceuta in sole 48 ore. Nonostante il Ministero dell’Interno abbia rapidamente rafforzato i confini terrestri e marittimi e dichiarato una “situazione di interesse per la sicurezza nazionale”, i centri di accoglienza comunali e i campi improvvisati restano sovraffollati.

Secondo i dati della Polizia Nazionale citati durante la manifestazione, sono stati completati circa 3.500 controlli d’identità, confermando la presenza di oltre 1.000 minori non accompagnati ancora sotto custodia spagnola. Circa il 40% degli adulti ha richiesto asilo, mentre il resto è sottoposto a procedure di rimpatrio accelerate.

Grandi Manifestazioni a Madrid Mantengono la Pressione sul Governo per la Crisi Migratoria di Ceuta


I relatori alla marcia hanno criticato duramente il premier Pedro Sánchez per quella che definiscono una risposta lenta e poco trasparente. Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha attaccato un decreto-legge trapelato in settimana che permetterebbe le espulsioni verso il Marocco prima della completa valutazione delle richieste d’asilo, definendolo “troppo poco, troppo tardi”. Il segretario generale del PP, Miguel Tellado, ha esortato il governo a “militarizzare il confine se necessario” e ha avvertito che la fiducia pubblica nella capacità della Spagna di controllare i propri confini sta diminuendo.

Dietro la retorica politica si celano sfide operative acute per i responsabili della mobilità globale. Le aziende con personale in missione a Ceuta o con catene di approvvigionamento che transitano lo Stretto di Gibilterra affrontano incertezza continua riguardo alle condizioni di sicurezza, ai coprifuoco e ai disagi nei trasporti. I professionisti sanitari hanno lanciato l’allarme per la necessità urgente di personale medico aggiuntivo per prevenire focolai nei campi sovraffollati, mentre le ONG umanitarie faticano a organizzare trasferimenti verso i centri di accoglienza sulla terraferma.

Il governo sostiene che un piano complessivo – del valore di 213 milioni di euro, in parte finanziato da fondi di emergenza UE – allevierà la pressione entro un mese. Tuttavia, con nuovi insediamenti informali scoperti quasi quotidianamente e un decesso di migrante segnalato il 25 settembre, le valutazioni del rischio per i viaggi d’affari nelle enclave nordafricane della Spagna rimarranno “elevate” nel prossimo futuro.
Fonte: Antena 3 Noticias

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