
Dal 2 ottobre 2026, i titolari di 17 sottocategorie di visti temporanei – tra cui Working Holiday (417/462), Temporary Graduate (485) e TSS (482) – non potranno più presentare domanda per un visto Studente (sottoclasse 500) o Studente Tutore (590) mentre si trovano in Australia. La modifica è prevista nello strumento Migration (Student Visa Applications to Be Made from outside Australia) Instrument 2026 (LIN 26/102), registrato il 1° ottobre ed entrato ora in vigore.
In pratica, ciò significa che i richiedenti interessati dovranno lasciare l’Australia, presentare la domanda dall’estero e rimanere fuori dal paese fino alla decisione. Qualsiasi domanda presentata da un titolare di visto non idoneo mentre si trova in Australia sarà considerata nulla, esponendo la persona al rischio di soggiorno irregolare una volta scaduto il visto attuale.
Il Dipartimento degli Affari Interni ha aggiornato nel weekend la pagina web dedicata ai visti Studenti per riflettere il nuovo requisito. Il governo afferma che la misura mira a contrastare il cosiddetto “visa hopping”, ovvero la pratica di visitatori o lavoratori temporanei che si iscrivono a corsi brevi principalmente per prolungare la loro permanenza anziché per studiare.
I fornitori di istruzione sono stati invitati a rafforzare i controlli sull’autenticità degli studenti e a prevedere tassi di rifiuto più elevati per corsi di livello inferiore. Gli agenti di migrazione che facilitano domande non genuine potrebbero incorrere in sanzioni civili ai sensi della Migration Act.
Per le aziende, l’impatto maggiore riguarda tirocinanti e dipendenti all’inizio della carriera che avevano pianificato di passare da uno status di working holiday o graduate a programmi di studio più lunghi come gli MBA. I team di mobilità dovranno prevedere tempi più lunghi (sei-otto settimane) per la presentazione offshore e considerare i costi di volo e assicurazione. Le aziende che sponsorizzano lavoratori con visto 482 che desiderano riqualificarsi dovranno gestire eventuali interruzioni salariali se l’impiegato dovrà lasciare l’Australia durante l’elaborazione della domanda.
Gli analisti prevedono che il requisito di presentare domanda dall’estero possa ridurre la migrazione netta dall’estero fino a 30.000 unità nel 2026-27. Le università temono un calo delle immatricolazioni a metà anno, ma i rappresentanti del settore sostengono che la misura aumenterà la credibilità del comparto e libererà alloggi nelle grandi città.
In pratica, ciò significa che i richiedenti interessati dovranno lasciare l’Australia, presentare la domanda dall’estero e rimanere fuori dal paese fino alla decisione. Qualsiasi domanda presentata da un titolare di visto non idoneo mentre si trova in Australia sarà considerata nulla, esponendo la persona al rischio di soggiorno irregolare una volta scaduto il visto attuale.
Il Dipartimento degli Affari Interni ha aggiornato nel weekend la pagina web dedicata ai visti Studenti per riflettere il nuovo requisito. Il governo afferma che la misura mira a contrastare il cosiddetto “visa hopping”, ovvero la pratica di visitatori o lavoratori temporanei che si iscrivono a corsi brevi principalmente per prolungare la loro permanenza anziché per studiare.
I fornitori di istruzione sono stati invitati a rafforzare i controlli sull’autenticità degli studenti e a prevedere tassi di rifiuto più elevati per corsi di livello inferiore. Gli agenti di migrazione che facilitano domande non genuine potrebbero incorrere in sanzioni civili ai sensi della Migration Act.
Per le aziende, l’impatto maggiore riguarda tirocinanti e dipendenti all’inizio della carriera che avevano pianificato di passare da uno status di working holiday o graduate a programmi di studio più lunghi come gli MBA. I team di mobilità dovranno prevedere tempi più lunghi (sei-otto settimane) per la presentazione offshore e considerare i costi di volo e assicurazione. Le aziende che sponsorizzano lavoratori con visto 482 che desiderano riqualificarsi dovranno gestire eventuali interruzioni salariali se l’impiegato dovrà lasciare l’Australia durante l’elaborazione della domanda.
Gli analisti prevedono che il requisito di presentare domanda dall’estero possa ridurre la migrazione netta dall’estero fino a 30.000 unità nel 2026-27. Le università temono un calo delle immatricolazioni a metà anno, ma i rappresentanti del settore sostengono che la misura aumenterà la credibilità del comparto e libererà alloggi nelle grandi città.
Fonte: Visaplan.au
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