
Le autorità irlandesi hanno confermato che sei cittadini nigeriani, con un totale di 75 condanne penali, sono stati rimpatriati ieri, 7 ottobre, a bordo di un volo charter che ha fatto scalo a Roma nell’ambito di un’operazione congiunta di rimpatrio coordinata da Frontex. Il Garda National Immigration Bureau (GNIB) ha stabilito che alcuni di questi uomini erano troppo pericolosi per viaggiare su voli commerciali regolari, dove le compagnie consentono normalmente un solo rimpatriato per volo. Il costo del volo charter, a carico dei contribuenti, è stato di quasi 77.000 euro, ma le autorità sostengono che questa soluzione sia più economica rispetto al noleggio esclusivo di un intero aereo per uso irlandese e permette una collaborazione più efficace con altri Paesi UE quando i numeri sono ridotti. Un briefing del Ministero della Giustizia per il Ministro Jim O’Callaghan evidenzia che l’Irlanda ha partecipato finora a sei voli charter Frontex quest’anno, rimpatriando 221 persone – tra cui 67 cittadini UE – ritenute una minaccia per la sicurezza pubblica. Il documento aggiunge che l’Irlanda aumenterà la partecipazione ai voli congiunti UE per superare le difficoltà logistiche nell’atterraggio diretto dei charter in alcune destinazioni extra-UE. Per i datori di lavoro multinazionali, l’operazione sottolinea la volontà del governo di far rispettare gli ordini di espulsione nei confronti di stranieri condannati per reati gravi. Le aziende che sponsorizzano personale extra-UE sono invitate a mantenere registri di conformità rigorosi, poiché le valutazioni del rischio del GNIB tengono conto di precedenti violazioni dell’immigrazione e di precedenti penali. I team HR devono inoltre assicurarsi che i dipendenti in attesa di esito di appello siano completamente documentati, perché una volta firmato l’ordine di espulsione, il rimpatrio può procedere rapidamente secondo la Direttiva europea sul rimpatrio. Sebbene rari, i voli charter indicano un approccio più severo nei confronti delle espulsioni per motivi di ordine pubblico, che potrebbe influenzare i futuri dibattiti sull’esclusione dell’Irlanda da alcune regole di Schengen. I datori di lavoro dovrebbero informare il personale in viaggio che le espulsioni ad alto profilo potrebbero comportare controlli casuali aggiuntivi nei punti di ingresso nelle prossime settimane, soprattutto per i passaporti rilasciati in Paesi con tassi elevati di rifiuto.
Fonte: Irish Examiner