
L’Unità della Guardia di Frontiera Nadwiślański in Polonia ha confermato che, durante controlli di routine sullo status di soggiorno a Varsavia il 6 ottobre, sono stati fermati sei cittadini stranieri privi di titolo legale per rimanere nel Paese. Il gruppo comprendeva due ucraini e cittadini di Vietnam, Uzbekistan, Brasile e Bielorussia. Quattro di loro avevano ignorato precedenti decisioni negative su richieste di asilo o permessi di soggiorno temporanei; un viaggiatore brasiliano aveva superato il limite di 90 giorni senza visto; un cittadino ucraino non aveva rispettato un precedente ordine di rimpatrio. Tutti e sei sono stati trattati secondo la legge polacca sugli stranieri. Cinque hanno ricevuto ordini amministrativi di rimpatrio con divieti di reingresso nell’area Schengen da sei mesi a tre anni. Il sesto è stato scortato al confine polacco-ucraino e consegnato alle autorità ucraine per l’esecuzione di un ordine di espulsione già emesso. L’operazione evidenzia l’intensificazione dei controlli post-estivi della Guardia di Frontiera nelle principali città polacche. Da gennaio, le unità di Varsavia hanno effettuato oltre 4.800 controlli in luoghi di lavoro, ostelli e snodi di trasporto pubblico, con 312 ordini di rimpatrio amministrativo, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Per i datori di lavoro, gli arresti rappresentano un monito a mantenere aggiornate le copie dei permessi di soggiorno dei dipendenti e a comunicare tempestivamente agli uffici voivodali eventuali modifiche contrattuali. I viaggiatori che usufruiscono di soggiorni senza visto devono monitorare attentamente i giorni trascorsi nell’area Schengen; le autorità polacche utilizzano sempre più scanner mobili per documenti abbinati ai dati del Sistema di Entrata/Uscita UE per individuare in tempo reale chi supera i limiti di permanenza. Le aziende che impiegano personale per progetti a breve termine sono invitate a prevedere un margine di conformità (almeno cinque giorni Schengen extra) e a utilizzare, quando possibile, il visto Business Harbour a procedura accelerata. I consulenti legali prevedono un’applicazione ancora più rigorosa delle norme con l’entrata in vigore, il prossimo anno, dell’autorizzazione di viaggio pre-ETIAS.
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