
Il Ministro spagnolo per la Politica Territoriale, Ángel Víctor Torres, ha smentito le accuse dei media secondo cui il governo avrebbe nascosto un rapporto di luglio che prevedeva un “attraversamento di massa altamente probabile” di migranti a Ceuta. Parlando a Madrid dopo un incontro con le autorità di Ceuta, Torres ha assicurato che il promemoria della Delegazione del 24 luglio è stato distribuito a tutti i ministeri competenti e che sono state attivate misure preventive, tra cui pattugliamenti aggiuntivi della Guardia Civil e strutture di triage d’emergenza, prima dell’ondata di fine luglio. Le dichiarazioni del ministro seguono un’inchiesta del quotidiano locale El Pueblo de Ceuta, che ha denunciato come l’allerta interna sia stata ignorata, contribuendo alla breccia che ha permesso a migliaia di entrare nell’enclave il 30-31 luglio. Torres ha sottolineato che le decisioni operative sono riservate, ma ha confermato che i protocolli di coordinamento saranno rivisti. L’opposizione ha colto l’occasione per chiedere un’inchiesta parlamentare. Per i responsabili della mobilità globale e della sicurezza, la vicenda è un monito sulla rapidità con cui la situazione alle frontiere nordafricane della Spagna può peggiorare e sulla sensibilità politica legata alle informazioni di allerta precoce. Le aziende con personale a Ceuta o a Tangeri dovrebbero assicurarsi che i piani di evacuazione e comunicazione di emergenza siano aggiornati. La questione potrebbe inoltre influenzare la spinta della Spagna all’interno dell’UE per regole di condivisione degli oneri nel prossimo Patto su Migrazione e Asilo: i critici sostengono che Madrid debba prima dimostrare una solida coordinazione interna prima di chiedere a Bruxelles ulteriori fondi di solidarietà.
Fonte: Europa Press