
Incontro a Barcellona l’8 ottobre, i leader dei nove Paesi mediterranei membri dell’UE (Med-9) hanno firmato una dichiarazione congiunta che definisce l’ingresso di massa a Ceuta dello scorso luglio un campanello d’allarme per una gestione collettiva delle frontiere più efficace. Il documento sottolinea che la protezione del confine esterno è un “obbligo condiviso” e invita la Commissione ad accelerare i finanziamenti per le infrastrutture di accoglienza e per il prossimo Sistema di Entrata/Uscita (EES). La Spagna, che ha convocato il vertice, ha evidenziato le implicazioni economiche: le continue interruzioni al confine meridionale dell’UE compromettono le rotte commerciali utilizzate dalle filiere automotive, agroalimentari e tessili. Le camere di commercio estere hanno accolto con favore l’appello, rilevando che i costi logistici sulle rotte iberiche sono aumentati del 14% ad agosto a causa dell’incertezza sui blocchi di polizia. Per i team di mobilità, l’impatto più immediato sarà la decisione di Bruxelles — attesa entro fine mese — sul rimborso agli Stati membri che dispiegano personale aggiuntivo per i controlli interni di Schengen. Madrid chiede 60 milioni di euro per coprire il ridispiegamento delle unità di Polizia Nazionale negli aeroporti e porti interessati dai movimenti secondari da Ceuta. La dichiarazione sostiene anche la proposta spagnola di una “corsia preferenziale per i viaggi d’affari” che permetterebbe ai dipendenti aziendali pre-verificati provenienti da Paesi terzi di transitare da qualsiasi aeroporto Med-9 senza dover ripetere le rilevazioni biometriche, una volta attivato l’EES il 10 aprile 2026. Le aziende con grandi team di progetto nella regione dovrebbero monitorare i prossimi test pilota a Málaga e Marsiglia. Pur avendo un valore soprattutto simbolico, il fronte Med-9 rappresenta una voce unita del Sud mentre i ministri dell’Interno dell’UE negoziano le ultime fasi del Patto sulla Migrazione. Se adottate, le misure di finanziamento e la corsia preferenziale potrebbero ridurre significativamente i tempi di attesa per i professionisti extra-UE che entrano in Spagna nei periodi di alta stagione.