
Un rapporto approfondito del quotidiano digitale Moncloa sostiene che Rabat abbia deliberatamente allentato i controlli al valico di Tarajal, permettendo a quasi 80.000 persone di entrare a Ceuta alla fine di luglio come forma di pressione geopolitica. L’articolo descrive questa mossa come un “duello contro l’immagine esterna della Spagna”, sottolineando che ogni violazione mina la posizione di Madrid a Bruxelles come custode affidabile del confine meridionale dell’UE. Storicamente, il Marocco ha utilizzato i flussi migratori come leva nelle trattative, dall’incidente del 2021 scatenato dal trattamento medico in Spagna del leader del Polisario Brahim Ghali, fino all’escalation di quest’estate durante i negoziati su diritti di pesca e aiuti UE. L’entità del fenomeno — pari all’intera popolazione di Ceuta — ha messo in luce le vulnerabilità della capacità di risposta rapida spagnola e ha alimentato il dibattito interno tra soluzioni militari e diplomatiche. Per le aziende multinazionali, l’episodio rappresenta un monito: le catene di approvvigionamento strategiche e la sicurezza del personale assegnato nella regione dello Stretto di Gibilterra sono influenzate tanto dalle dinamiche diplomatiche quanto dalle infrastrutture fisiche. La ricaduta sui controlli aerei e marittimi con l’Italia (e viceversa) dimostra come un focolaio localizzato possa riverberarsi sulla mobilità intra-UE. Gli analisti politici citati nell’articolo avvertono che l’uso ripetuto della migrazione come strumento di pressione potrebbe irrigidire le posizioni dell’UE nei prossimi negoziati sul Patto per la Migrazione e l’Asilo e sul finanziamento del vicinato meridionale. Le imprese dovrebbero monitorare se l’aumento delle tensioni si tradurrà in misure ad hoc più frequenti ai confini, con conseguenti disagi per viaggi e commercio.
Fonte: Moncloa.com