
L'Ufficio Immigrazione del Belgio (DVZ) ha confermato che a settembre 2026 sono state presentate solo 2.071 domande di asilo, quasi un terzo in meno rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, segnando il dato più basso per un settembre dall'inizio della pandemia. Questo calo rappresenta il nono mese consecutivo di diminuzione delle richieste, con una contrazione più marcata (-29,9%) rispetto al calo del 18% registrato a livello UE nello stesso periodo. La ministra dell'Asilo e Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, attribuisce questa tendenza al pacchetto migratorio federale “rigoroso ma equo” introdotto a febbraio, che ha inasprito le scadenze per la registrazione, ampliato le procedure accelerate per nazionalità con basso tasso di riconoscimento e aumentato le sanzioni per frodi documentali. Tuttavia, le ONG sottolineano che anche fattori geopolitici – in particolare una tregua nel conflitto siriano e accordi a livello UE con paesi di transito come Tunisia ed Egitto – stanno contribuendo a ridurre gli arrivi. Il calo degli ingressi ha alleggerito la pressione sull'Ufficio Immigrazione, con l’arretrato di casi diminuito del 77% su base annua, mentre il Commissariato Generale per i Rifugiati e gli Apolidi (CGRS) affronta il problema opposto: un record di 27.794 pratiche ancora in attesa di una decisione di primo grado. Il CGRS deve ora dare priorità alle nazionalità con basso tasso di riconoscimento secondo il Patto Migratorio UE, portando il tasso di rifiuto a sette su dieci e allungando i tempi di attesa per gli altri richiedenti. Dal punto di vista imprenditoriale, la situazione presenta vantaggi a breve termine: i centri di accoglienza stanno liberando posti letto, permettendo al governo di riconvertire le strutture di emergenza in alloggi per il mercato del lavoro. Tuttavia, gli avvocati avvertono che le croniche carenze di personale al CGRS potrebbero compromettere la certezza giuridica e scoraggiare i migranti qualificati, che necessitano di tempi di elaborazione prevedibili per il ricongiungimento familiare e i viaggi legati allo status. Van Bossuyt ha promesso una “doppia strategia”: ridurre di 4.000 posti letto la rete di accoglienza Fedasil nel 2027, destinando i risparmi all’assunzione di 180 nuovi decisori CGRS e alla digitalizzazione delle pratiche cartacee. Se il Parlamento approverà il bilancio federale 2027 a dicembre, le aziende potrebbero beneficiare di decisioni più rapide sui permessi di soggiorno – a patto però che la riduzione dei centri non superi la domanda reale, qualora i conflitti globali dovessero riaccendersi.
Fonte: The Brussels Times
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