
Il 13 e 14 ottobre, Bruxelles ha ospitato una missione di apprendimento tra pari per i responsabili dell’ispezione del lavoro provenienti da Albania, Montenegro e altre economie dei Balcani occidentali, nell’ambito del programma ESAP 3 finanziato dall’UE. Co-organizzata dal Servizio belga di Informazione Sociale e Investigazione (SIIS) e dall’Autorità Europea del Lavoro, la visita ha messo in luce il modello belga basato sui dati per individuare il lavoro nero nel settore delle costruzioni e in altri comparti ad alto rischio.
I partecipanti hanno assistito a dimostrazioni dal vivo dell’ecosistema digitale integrato belga, che collega in tempo reale i database di ispezione del lavoro, sicurezza sociale, fisco, polizia e giustizia per segnalare anomalie. Successivamente, hanno accompagnato gli ispettori durante visite sul campo a Mechelen e Leuven, osservando controlli congiunti che combinano verifica dell’identità, controllo del certificato A1 e accesso immediato alle buste paga.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il messaggio è chiaro: le autorità belghe puntano sempre più su incroci di dati tra enti e ispezioni a sorpresa, abbandonando i controlli cartacei programmati con settimane di anticipo. Le aziende che inviano personale in Belgio, anche per progetti brevi, devono garantire che notifiche LIMOSA, cedolini e documenti di residenza siano disponibili elettronicamente su richiesta.
La missione ESAP segnala inoltre l’intenzione di Bruxelles di esportare questo strumento di compliance nelle regioni limitrofe, consolidando la reputazione del Belgio come pioniere europeo nell’applicazione delle norme sul lavoro equo. Mentre la Commissione Europea discute l’ampliamento del mandato dell’Autorità del Lavoro, le multinazionali potrebbero presto affrontare controlli digitali simili in più Stati membri.
Un rapporto finale con raccomandazioni sulle migliori pratiche sarà diffuso il prossimo mese a tutte e sei le amministrazioni dei Balcani occidentali, aprendo la strada a possibili ispezioni congiunte pilota che coinvolgeranno ispettori belgi nel 2027.
I partecipanti hanno assistito a dimostrazioni dal vivo dell’ecosistema digitale integrato belga, che collega in tempo reale i database di ispezione del lavoro, sicurezza sociale, fisco, polizia e giustizia per segnalare anomalie. Successivamente, hanno accompagnato gli ispettori durante visite sul campo a Mechelen e Leuven, osservando controlli congiunti che combinano verifica dell’identità, controllo del certificato A1 e accesso immediato alle buste paga.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il messaggio è chiaro: le autorità belghe puntano sempre più su incroci di dati tra enti e ispezioni a sorpresa, abbandonando i controlli cartacei programmati con settimane di anticipo. Le aziende che inviano personale in Belgio, anche per progetti brevi, devono garantire che notifiche LIMOSA, cedolini e documenti di residenza siano disponibili elettronicamente su richiesta.
La missione ESAP segnala inoltre l’intenzione di Bruxelles di esportare questo strumento di compliance nelle regioni limitrofe, consolidando la reputazione del Belgio come pioniere europeo nell’applicazione delle norme sul lavoro equo. Mentre la Commissione Europea discute l’ampliamento del mandato dell’Autorità del Lavoro, le multinazionali potrebbero presto affrontare controlli digitali simili in più Stati membri.
Un rapporto finale con raccomandazioni sulle migliori pratiche sarà diffuso il prossimo mese a tutte e sei le amministrazioni dei Balcani occidentali, aprendo la strada a possibili ispezioni congiunte pilota che coinvolgeranno ispettori belgi nel 2027.