
Il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) ha annunciato il 16 ottobre che 314.519 elettori si sono registrati con successo per il “voto in transito” in vista del ballottaggio presidenziale del 25 ottobre. Questo meccanismo consente ai cittadini che saranno lontani dal proprio distretto elettorale di votare in qualsiasi città brasiliana con più di 100.000 abitanti. Il TSE ha ricordato ai viaggiatori che questa modalità è valida solo all’interno del territorio nazionale; i residenti brasiliani all’estero — o gli elettori che si trovano all’estero il giorno delle elezioni — non possono utilizzare il voto in transito presso ambasciate o consolati. Devono invece votare nel seggio estero pre-registrato (per gli espatriati) o giustificare la loro assenza.
Per i responsabili della mobilità aziendale questa precisazione è fondamentale. Le aziende che pianificano trasferte internazionali o corsi di formazione durante il periodo elettorale devono consentire ai dipendenti idonei di rimanere in Brasile se intendono votare, altrimenti rischiano cambiamenti dell’ultimo minuto nei programmi di viaggio. Le compagnie aeree segnalano che la domanda interna per il weekend dal 24 al 27 ottobre è aumentata del 18% rispetto al 2022, poiché i brasiliani combinano il dovere civico con viaggi di piacere.
Il Ministero della Giustizia e il TSE hanno inoltre istituito una task force con la Polizia Stradale Federale per garantire il “libero spostamento” degli elettori, replicando le misure del 2022 che avevano tenuto lontani i posti di blocco dai seggi elettorali dopo denunce di tattiche di soppressione del voto.
Sebbene l’annuncio sia principalmente elettorale, ha implicazioni anche per la mobilità globale: gli espatriati aziendali in visite temporanee e il personale internazionale devono coordinare i calendari di viaggio con il calendario elettorale per evitare problemi di conformità e garantire la tutela dei viaggiatori.
Per i responsabili della mobilità aziendale questa precisazione è fondamentale. Le aziende che pianificano trasferte internazionali o corsi di formazione durante il periodo elettorale devono consentire ai dipendenti idonei di rimanere in Brasile se intendono votare, altrimenti rischiano cambiamenti dell’ultimo minuto nei programmi di viaggio. Le compagnie aeree segnalano che la domanda interna per il weekend dal 24 al 27 ottobre è aumentata del 18% rispetto al 2022, poiché i brasiliani combinano il dovere civico con viaggi di piacere.
Il Ministero della Giustizia e il TSE hanno inoltre istituito una task force con la Polizia Stradale Federale per garantire il “libero spostamento” degli elettori, replicando le misure del 2022 che avevano tenuto lontani i posti di blocco dai seggi elettorali dopo denunce di tattiche di soppressione del voto.
Sebbene l’annuncio sia principalmente elettorale, ha implicazioni anche per la mobilità globale: gli espatriati aziendali in visite temporanee e il personale internazionale devono coordinare i calendari di viaggio con il calendario elettorale per evitare problemi di conformità e garantire la tutela dei viaggiatori.
Fonte: Tribunal Superior Eleitoral
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