
La società di consulenza migratoria Migratio riferisce che il Ministro dell'Immigrazione Tony Burke ha voluto rassicurare gli operatori turistici e i familiari dei residenti temporanei: il prossimo giro di vite del governo sul cosiddetto “visa hopping” non intrappolerà i titolari di visti turistici già presenti in Australia. In un comunicato stampa del 17 ottobre, il ministro ha confermato che la Condizione 8503 – la regola obbligatoria “No Further Stay” annunciata il mese scorso per la maggior parte dei nuovi visti turistici – si applicherà solo ai visti concessi a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento. I viaggiatori già nel Paese manterranno il diritto di richiedere nuovi visti dall’estero o di chiedere una deroga ai sensi del regolamento 2.05. La precisazione arriva dopo intense pressioni da parte di gruppi alberghieri e del settore eventi, preoccupati che le famiglie degli studenti internazionali in procinto di laurearsi a dicembre non potessero prolungare il soggiorno per cerimonie o viaggi di vacanza. Le compagnie aeree avevano avvertito che a novembre sarebbero stati necessari circa 40.000 posti in più per voli in uscita, qualora le estensioni fossero state completamente bloccate. Gli esperti legali sottolineano che la dichiarazione non modifica le linee guida sulle deroghe, ma segnala un approccio più rigido verso i visti turistici e di transizione “in serie” utilizzati per azzerare i periodi di soggiorno irregolare. I team di compliance prevedono un aumento delle partenze con breve preavviso una volta entrate in vigore le nuove regole. Per i responsabili della mobilità, il messaggio è chiaro: qualsiasi dirigente o familiare che intenda trasformare un soggiorno turistico in un visto di lavoro o per partner dovrà lasciare l’Australia e fare domanda dall’estero. È quindi necessario adeguare i programmi di viaggio e le tempistiche dei progetti per evitare interruzioni di status.
Fonte: Migratio
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