
I viaggiatori negli Emirati Arabi Uniti si sono svegliati martedì 20 ottobre 2026 con una nuova ondata di cambiamenti negli orari dei voli, mentre la crisi di sicurezza regionale si intensifica. Durante la notte, attacchi missilistici e con droni su Riyadh – rivendicati dai ribelli Houthi e condannati dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita – hanno spinto le autorità a mantenere chiuso l’aeroporto internazionale King Khalid. Etihad, Emirates e flydubai hanno immediatamente sospeso tutti i voli verso Riyadh, Jeddah e Dammam almeno fino al 24 ottobre, mentre le compagnie indiane Air India, Air India Express e IndiGo hanno rimosso i voli per l’Arabia Saudita dai tabelloni di partenza di Dubai.
Negli Emirati, gli effetti a catena si sono fatti sentire nei principali hub. Etihad ha posticipato le partenze da Abu Dhabi per Colombo e New York fino a due ore per rispettare i limiti di orario del personale di volo, mentre l’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) ha segnalato ritardi sui voli SpiceJet per Kochi e IndiGo per Chandigarh. Gli analisti del settore aereo stimano che le sospensioni improvvise lasceranno a terra circa 18.000 passeggeri questa settimana, riducendo ulteriormente la già scarsa capacità disponibile durante la stagione delle vacanze nel corridoio India-Golfo.
Le compagnie aeree consigliano ai viaggiatori business di riconfermare gli itinerari prima di recarsi in aeroporto e di prevedere tempi extra per i controlli di sicurezza, mentre Emirates ha attivato misure di emergenza che includono il dirottamento degli equipaggi via Bahrain e l’assunzione di personale aggiuntivo per la gestione a terra a DXB. I responsabili della mobilità aziendale sono invitati a verificare le coperture assicurative, poiché molte polizze escludono i disagi causati da atti di guerra.
Oltre all’aviazione, nello Stretto di Hormuz due petroliere sono state danneggiate da mine navali rivendicate dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, spingendo il prezzo del Brent oltre i 111 dollari al barile e costringendo gli spedizionieri a rivedere le rotte per le spedizioni di alto valore. Il Regno Unito ha innalzato il livello di allerta per i viaggi nel Golfo, avvertendo del possibile blocco dello spazio aereo con breve preavviso.
Per le aziende che questa settimana devono spostare personale dentro o fuori dagli Emirati, la pianificazione di emergenza è ora fondamentale: prevedere margini di 48 ore nei programmi di viaggio, riconfermare i voli di collegamento oltre il Golfo e assicurarsi che i dipendenti siano registrati ai sistemi di allerta delle rispettive ambasciate. Gli aeroporti degli Emirati restano aperti e completamente operativi, ma le autorità avvertono che ulteriori modifiche agli orari sono probabili finché le tensioni regionali non si attenueranno.
Negli Emirati, gli effetti a catena si sono fatti sentire nei principali hub. Etihad ha posticipato le partenze da Abu Dhabi per Colombo e New York fino a due ore per rispettare i limiti di orario del personale di volo, mentre l’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) ha segnalato ritardi sui voli SpiceJet per Kochi e IndiGo per Chandigarh. Gli analisti del settore aereo stimano che le sospensioni improvvise lasceranno a terra circa 18.000 passeggeri questa settimana, riducendo ulteriormente la già scarsa capacità disponibile durante la stagione delle vacanze nel corridoio India-Golfo.
Le compagnie aeree consigliano ai viaggiatori business di riconfermare gli itinerari prima di recarsi in aeroporto e di prevedere tempi extra per i controlli di sicurezza, mentre Emirates ha attivato misure di emergenza che includono il dirottamento degli equipaggi via Bahrain e l’assunzione di personale aggiuntivo per la gestione a terra a DXB. I responsabili della mobilità aziendale sono invitati a verificare le coperture assicurative, poiché molte polizze escludono i disagi causati da atti di guerra.
Oltre all’aviazione, nello Stretto di Hormuz due petroliere sono state danneggiate da mine navali rivendicate dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, spingendo il prezzo del Brent oltre i 111 dollari al barile e costringendo gli spedizionieri a rivedere le rotte per le spedizioni di alto valore. Il Regno Unito ha innalzato il livello di allerta per i viaggi nel Golfo, avvertendo del possibile blocco dello spazio aereo con breve preavviso.
Per le aziende che questa settimana devono spostare personale dentro o fuori dagli Emirati, la pianificazione di emergenza è ora fondamentale: prevedere margini di 48 ore nei programmi di viaggio, riconfermare i voli di collegamento oltre il Golfo e assicurarsi che i dipendenti siano registrati ai sistemi di allerta delle rispettive ambasciate. Gli aeroporti degli Emirati restano aperti e completamente operativi, ma le autorità avvertono che ulteriori modifiche agli orari sono probabili finché le tensioni regionali non si attenueranno.
Fonte: Gulf News
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