
Il cruscotto Schengen della Commissione Europea, aggiornato il 20 ottobre, conferma che la Francia ha formalmente notificato la reintroduzione temporanea dei controlli a tutte le sue frontiere terrestri, aeree e marittime dal 1° novembre 2026 al 30 aprile 2027. Parigi giustifica questa estensione di sei mesi con «minacce jihadiste persistenti, un aumento degli attacchi antisemiti e reti di trafficanti di migranti», oltre alle esigenze di sicurezza legate al Forum per la Pace di Parigi di novembre.
Di fatto, i viaggiatori in ingresso in Francia da Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Spagna o Italia devono aspettarsi controlli a campione sui passaporti, ispezioni dei veicoli e occasionali code anche in punti di passaggio Schengen normalmente aperti. Le compagnie aeree che operano voli intra-Schengen verso aeroporti francesi hanno già ricevuto NOTAM che invitano a ricordare ai passeggeri di portare documenti di viaggio validi. Eurostar e Thalys manterranno gli orari attuali, ma avvertono di possibili «pause operative» in caso di richieste di controlli a sorpresa sulle banchine da parte della polizia.
Per i team di mobilità aziendale, questa misura riporta in auge le procedure di conformità viste in vista delle Olimpiadi 2024. I lavoratori distaccati e i pendolari transfrontalieri devono portare con sé passaporto e prova di impiego o residenza, mentre i responsabili dei trasporti dovrebbero prevedere tempi extra per le consegne just-in-time attraverso le frontiere franco-spagnola e franco-italiana. Le aziende che gestiscono navette per il personale distaccato devono assicurarsi che gli autisti siano in possesso del certificato di sicurezza sociale A1 e che i passeggeri abbiano attestazioni stampate.
Sebbene le regole Schengen prevedano i controlli interni solo come extrema ratio, la Francia mantiene una qualche forma di controllo di frontiera quasi ininterrottamente dal novembre 2015. La notifica più recente ha quindi suscitato una reazione politica contenuta a Bruxelles, ma la Commissione richiederà alla Francia un rapporto di proporzionalità prima di autorizzare ulteriori estensioni oltre aprile 2027. I viaggiatori devono prepararsi a possibili inasprimenti temporanei in occasione di eventi di rilievo come il Forum per la Pace e le riunioni invernali del Consiglio UE a Strasburgo.
È importante sottolineare che i controlli interni non incidono sui diritti di esenzione dal visto: i titolari di un visto Schengen valido per soggiorni brevi o i cittadini esenti da visto possono continuare a circolare, rispettando la regola dei 90 giorni. Tuttavia, l’assenza di un documento d’identità può comportare multe immediate o un controllo secondario. Per questo motivo, i responsabili della mobilità globale consigliano al personale di viaggiare con il passaporto anziché affidarsi solo alla carta d’identità nazionale, anche per viaggi di un solo giorno.
Di fatto, i viaggiatori in ingresso in Francia da Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Spagna o Italia devono aspettarsi controlli a campione sui passaporti, ispezioni dei veicoli e occasionali code anche in punti di passaggio Schengen normalmente aperti. Le compagnie aeree che operano voli intra-Schengen verso aeroporti francesi hanno già ricevuto NOTAM che invitano a ricordare ai passeggeri di portare documenti di viaggio validi. Eurostar e Thalys manterranno gli orari attuali, ma avvertono di possibili «pause operative» in caso di richieste di controlli a sorpresa sulle banchine da parte della polizia.
Per i team di mobilità aziendale, questa misura riporta in auge le procedure di conformità viste in vista delle Olimpiadi 2024. I lavoratori distaccati e i pendolari transfrontalieri devono portare con sé passaporto e prova di impiego o residenza, mentre i responsabili dei trasporti dovrebbero prevedere tempi extra per le consegne just-in-time attraverso le frontiere franco-spagnola e franco-italiana. Le aziende che gestiscono navette per il personale distaccato devono assicurarsi che gli autisti siano in possesso del certificato di sicurezza sociale A1 e che i passeggeri abbiano attestazioni stampate.
Sebbene le regole Schengen prevedano i controlli interni solo come extrema ratio, la Francia mantiene una qualche forma di controllo di frontiera quasi ininterrottamente dal novembre 2015. La notifica più recente ha quindi suscitato una reazione politica contenuta a Bruxelles, ma la Commissione richiederà alla Francia un rapporto di proporzionalità prima di autorizzare ulteriori estensioni oltre aprile 2027. I viaggiatori devono prepararsi a possibili inasprimenti temporanei in occasione di eventi di rilievo come il Forum per la Pace e le riunioni invernali del Consiglio UE a Strasburgo.
È importante sottolineare che i controlli interni non incidono sui diritti di esenzione dal visto: i titolari di un visto Schengen valido per soggiorni brevi o i cittadini esenti da visto possono continuare a circolare, rispettando la regola dei 90 giorni. Tuttavia, l’assenza di un documento d’identità può comportare multe immediate o un controllo secondario. Per questo motivo, i responsabili della mobilità globale consigliano al personale di viaggiare con il passaporto anziché affidarsi solo alla carta d’identità nazionale, anche per viaggi di un solo giorno.
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