
In un secondo ciclo di colloqui di alto livello tenutosi il 21 ottobre 2026, il Ministero degli Affari Esteri ha ospitato le delegazioni di Argentina, Portogallo e India per rivedere gli accordi esistenti sugli scambi culturali. I funzionari hanno concordato in linea di principio di unificare tredici diverse categorie di visto — che riguardano ricercatori, artisti performativi e assistenti linguistici — in un unico visto “V-Cultura” con durata standard di 12 mesi e possibilità di rinnovo. Questa iniziativa mira a risolvere quella che i negoziatori hanno definito “inflazione delle categorie”. Attualmente, i lavoratori culturali in entrata spesso devono gestire tipologie di visto sovrapposte che creano confusione sia per i richiedenti sia per gli agenti di frontiera. Per esempio, una compagnia di tango di Buenos Aires potrebbe aver bisogno di un visto turistico per le prove, un visto di lavoro temporaneo per gli spettacoli a pagamento e un permesso separato se i ballerini tengono masterclass. Con il sistema proposto, un unico visto coprirebbe tutte le attività, purché l’istituzione ospitante sia registrata presso la Segreteria per l’Economia Creativa. Sebbene i colloqui si siano concentrati sulla mobilità culturale, gli operatori economici dovrebbero prestare attenzione: il progetto rispecchia le richieste del settore privato per un visto “talento” unificato che consenta ai dirigenti di combinare compiti manageriali con incarichi tecnici a breve termine. Gli osservatori sottolineano che il Portogallo, che già rilascia un ampio visto culturale D-3, sta facendo pressione per un riconoscimento reciproco che permetta agli artisti brasiliani di importare esenti da tasse attrezzature sceniche. Il gruppo di lavoro punta a pubblicare una bozza di protocollo entro dicembre, con un rilascio pilota presso i consolati brasiliani di Lisbona e Mumbai all’inizio del prossimo anno. Fino ad allora, le aziende che sponsorizzano eventi culturali dovrebbero continuare a richiedere i visti secondo le categorie attuali, ma potrebbero voler negoziare clausole contrattuali per adeguarsi una volta che il V-Cultura diventerà legge.
Fonte: TV Voz de Brasília