
Nelle prime ore di venerdì 23 ottobre 2026, la Polizia Federale brasiliana (PF) ha pubblicato discretamente oltre due dozzine di avvisi separati di “Perda de Autorização de Residência” (revoca dei permessi di soggiorno) sul suo portale ufficiale della legge sull’immigrazione. Gli avvisi riguardano cittadini stranieri provenienti da Italia, Polonia, Cina, Paraguay e altri paesi, il cui status di residente in Brasile viene revocato per motivi che vanno dal superamento dei due anni di assenza dal paese al mancato mantenimento delle condizioni che avevano giustificato il rilascio del permesso. La base legale dell’azione è l’Articolo 33 della Legge 13.445/2017 e gli Articoli 135–139 del Decreto 9.199/2017, che autorizzano la PF ad avviare la cancellazione in caso di violazione delle condizioni previste dalla legge. Ogni interessato ha ora solo dieci giorni di calendario per presentare un ricorso amministrativo; in caso contrario, si procederà con l’espulsione o sarà necessario richiedere un nuovo permesso dall’estero. Sebbene la PF pubblichi regolarmente questi avvisi, il volume e la concentrazione di quelli odierni suggeriscono una campagna di controllo intensificata, probabilmente finalizzata a chiudere le pratiche prima del ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, quando il personale federale sarà impegnato nella sicurezza elettorale. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano un netto aumento delle richieste di conformità da parte dei clienti nell’ultimo mese, soprattutto tra titolari di permessi per investitori o studenti. Per le multinazionali, il rischio immediato è la perdita improvvisa dell’autorizzazione al lavoro per i principali espatriati. Le aziende dovrebbero verificare i modelli di viaggio del personale straniero per assicurarsi che nessuno abbia superato il periodo massimo di assenza e confermare che tutte le dichiarazioni annuali obbligatorie (ad esempio, certificati di iscrizione accademica, ricevute fiscali aziendali) siano state presentate. Gli interessati dovrebbero raccogliere timbri di entrata/uscita, carte d’imbarco e prove di impiego o studio per supportare eventuali ricorsi. Gli osservatori sottolineano che questa iniziativa riflette il più ampio orientamento del Brasile verso una gestione dell’immigrazione basata sui dati. Con la PF che ora incrocia in tempo quasi reale i dati API forniti dalle compagnie aeree con i database dei residenti, è più facile individuare soggiorni oltre il limite e assenze prolungate. Le aziende devono aspettarsi un aumento delle verifiche automatizzate nel 2027, man mano che il sistema verrà esteso a livello nazionale.
Fonte: Polícia Federal
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