
La Polizia Federale brasiliana (PF) ha confermato, nella notte di martedì 20 ottobre 2026, che due passeggeri sono stati bloccati all’imbarco per l’Europa presso l’Aeroporto Internazionale di Viracopos (Campinas, SP) dopo aver presentato visti spagnoli falsificati. Il controllo è avvenuto durante le procedure migratorie di routine, grazie a un agente che ha notato discrepanze nell’inchiostro ultravioletto degli adesivi consolari. Per confermare il sospetto, il Centro di Cooperazione di Polizia Internazionale di Rio de Janeiro (CCPI-RJ) ha contattato in tempo reale l’ufficiale di collegamento della Polizia Nazionale spagnola. Lo scambio di dati biometrici e numeri seriali dei documenti ha confermato la falsificazione in meno di 20 minuti, rafforzando il protocollo di “consultazione incrociata” siglato nel 2025 tra Itamaraty, PF e i Paesi dello Spazio Schengen. Secondo la PF, gli indagati – un brasiliano e un paraguaiano residenti nell’entroterra paulista – hanno ammesso di aver pagato 7.000 euro ciascuno a un intermediario che operava tramite app di messaggistica criptata. L’obiettivo era aggirare l’attuale difficoltà di prenotazione dei visti Schengen, causata dall’aumento della domanda aziendale nell’ultimo trimestre dell’anno. Il caso lancia un allarme per le aree di Global Mobility delle multinazionali: oltre all’arresto in flagranza per uso di documenti falsi, il passeggero può essere inserito nelle liste di allerta Schengen per fino a cinque anni, impedendo viaggi d’affari futuri in 29 Paesi europei. I programmi di trasferimento internazionale dei dipendenti devono rafforzare i controlli di compliance e consigliare ai viaggiatori di non affidare mai l’ottenimento dei visti ad agenti non autorizzati. Per le aziende, l’episodio è anche un monito: la collaborazione PF-CCPI-RJ/Spagna è pienamente operativa; le irregolarità rilevate in Brasile vengono immediatamente condivise con le banche dati europee, esponendo le imprese a rischi di immagine e sanzioni se facilitano la mobilità fuori dai parametri legali.
Fonte: Polícia Federal do Brasil