
La Polizia Federale brasiliana (PF) ha intensificato l’applicazione della Legge sull’Immigrazione emettendo, il 21 ottobre 2026, decine di avvisi pubblici che concedono ai residenti stranieri dieci giorni per giustificare assenze prolungate, abbandoni accademici o mancati rinnovi della documentazione. I bollettini, pubblicati sul portale immigrazione della PF, elencano cittadini di Bangladesh, India, Argentina e altri paesi a rischio di perdere l’autorizzazione di soggiorno e di essere espulsi. L’operazione mira a casi in cui titolari di permessi di studio o lavoro lasciano il Brasile per oltre due anni consecutivi senza spiegazioni, o in cui gli studenti abbandonano corsi di portoghese ufficialmente riconosciuti. Ai sensi dell’articolo 33 della Legge 13.445/2017 e dell’articolo 135 del Decreto 9.199/2017, tali irregolarità comportano l’annullamento del permesso. Per i datori di lavoro, l’azione rappresenta un campanello d’allarme: i team di mobilità devono verificare i modelli di viaggio degli espatriati e assicurarsi che i titolari di permessi a lungo termine ottengano i permessi di uscita e rientro (AR-IV) o presentino “giustificazioni di assenza” durante missioni prolungate all’estero. Università e scuole di lingua, in qualità di sponsor, sono tenute a segnalare gli abbandoni entro 30 giorni; il mancato rispetto può comportare multe fino a 10.000 real per studente. Studi legali segnalano un aumento delle consulenze d’emergenza, con stranieri coinvolti che cercano di presentare difese entro la scadenza ristretta. Sebbene la maggior parte dei casi si risolva con una spiegazione scritta, i recidivi rischiano la revoca della tessera del Registro Nazionale Migratorio (RNM) e il divieto di rientro per un anno. La PF annuncia che l’operazione proseguirà fino a dicembre, accompagnata da controlli a campione sulle buste paga elettroniche dei datori di lavoro per individuare stranieri che lavorano con visti scaduti. Le aziende devono quindi verificare che tutte le registrazioni di Lavoratori Stranieri Sponsorizzati (SFW) sulla piattaforma eSocial corrispondano a uno status migratorio valido.