
Gli investigatori della Guardia di Frontiera del distaccamento di Podlaskie hanno arrestato due cittadini ucraini, di 20 e 46 anni, sospettati di organizzare attraversamenti a pagamento dalla Bielorussia e dalla Lituania verso la Polonia. Le operazioni coordinate del 23 ottobre 2026 nelle province di Wielkopolskie e Mazowieckie seguono mesi di intercettazioni telefoniche e sorveglianza con droni nei punti di raccolta vicino a Białowieża. Secondo il fascicolo dell’accusa, il gruppo chiedeva ai migranti fino a 5.000 euro ciascuno per un trasporto “garantito” verso la Germania, utilizzando furgoni a noleggio con scomparti falsi nel pavimento. Il sospetto più giovane gestiva la pubblicità sui social media tramite canali criptati, mentre il più anziano si occupava della logistica e delle tangenti. Entrambi rischiano fino a otto anni di carcere ai sensi dell’articolo 264 del Codice Penale. Ai due sono stati inoltre notificati ordini di rimpatrio con divieti di ingresso nell’area Schengen rispettivamente di otto e sette anni, a testimonianza della linea più dura adottata dalla Polonia dopo il nuovo aumento della pressione migratoria in autunno. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi sono invitate a verificare con attenzione i controlli sui subappaltatori, poiché il coinvolgimento in reti di facilitazione può comportare responsabilità aziendale. Il caso evidenzia come, sebbene il muro orientale della Polonia rallenti i passaggi di massa, la criminalità organizzata si adatti rapidamente, sfruttando la domanda di permessi di lavoro legali in Europa occidentale. Sono previsti maggiori controlli a campione su furgoni e autobus nei corridoi di transito, con possibili ritardi per i viaggi di gruppo legittimi.
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