
Durante un'ispezione a sorpresa il 23 ottobre 2026, la stazione della Guardia di Frontiera di Gorzów Wielkopolski ha scoperto che 11 cittadini colombiani impiegati in un impianto di lavorazione del legno erano privi sia di permessi di soggiorno validi che di autorizzazioni al lavoro. Le autorità hanno avviato procedure amministrative per emettere ordini di rimpatrio, mentre il datore di lavoro rischia multe fino a 50.000 PLN per impiego illegale. Secondo gli investigatori, i lavoratori sono entrati in Polonia con visti turistici rilasciati da un altro Stato Schengen e sono stati assunti tramite un intermediario non registrato. Il caso evidenzia le lacune che persistono nonostante la modifica del 2025 alla Legge sulla Promozione dell’Occupazione, che ha inasprito gli obblighi di due diligence per le aziende. I team delle risorse umane, soprattutto nei settori manifatturiero e agricolo, dovrebbero rivedere le checklist di conformità: verificare lo status PESEL di ogni lavoratore straniero, confermare i codici di finalità del visto e conservare copie dei permessi in loco. Le ispezioni sono destinate ad aumentare, mentre la Polonia si prepara a lanciare nel 2027 un registro digitale dei lavoratori stranieri secondo le norme UE sul Permesso Unico. Per i colombiani, potrebbe scattare un divieto di lavoro fino a tre anni nell’area Schengen, complicando la loro mobilità futura. Le associazioni di categoria sollecitano il governo ad accelerare l’elaborazione dei permessi elettronici, sottolineando che i ritardi cronici spingono alcuni datori di lavoro verso reclutatori in zona grigia.
Come VisaHQ può aiutarti
VisaHQ semplifica il processo di richiesta del visto per privati e aziende. Controlla i requisiti di viaggio attuali, prepara i documenti richiesti e gestisci la tua domanda online attraverso il portale VisaHQ Polonia.Di più da Polonia
Visualizza tutto
La Polonia mantiene chiusi i valichi di Połowce e Sławatycze con la Bielorussia a causa dell'allerta sicurezza
Il servizio di sicurezza polacco pubblica il video dello scambio di prigionieri di aprile con la Bielorussia, allentando le tensioni al confine