
Nuovi dati raccolti da diverse agenzie educative e governi esteri mostrano che nel 2025 più di 700.000 studenti indiani saranno iscritti in Canada, Regno Unito, Australia e Germania, più del doppio rispetto a dieci anni fa. The Indian Express, citando statistiche di CBIE, UK Home Office, Dipartimento dell’Educazione australiano e DAAD, ha riportato il 2 novembre che il Canada resta la meta principale con 427.000 studenti indiani, mentre la Germania ha superato la Cina come principale mercato extra-UE.
L’aumento si registra nonostante il Canada stia restringendo i limiti per i permessi di lavoro e il Regno Unito stia eliminando i visti per i familiari degli studenti di master con lezioni in presenza. I consulenti educativi attribuiscono questa resilienza alla copertura valutaria, alle opzioni di borse di studio diversificate e a una forte attività di promozione universitaria nelle città di secondo livello in India.
Per le multinazionali, questa tendenza significa un bacino di talenti più ampio con esperienza internazionale, ma anche una competizione più agguerrita per i visti di lavoro post-studio. I datori di lavoro che pianificano programmi per laureati globali dovrebbero considerare che l’Australia ora offre fino a quattro anni di permessi di lavoro post-studio nei settori STEM prioritari, mentre la Germania accelera il rilascio della Blue Card per i laureati stranieri delle università tedesche. I team HR potrebbero puntare su tirocini precoci per assicurarsi i migliori talenti al ritorno.
Le autorità indiane vedono questo boom di studenti all’estero come un segnale per accelerare le partnership internazionali tra campus e il progetto “India International Universities”, che potrebbe infine riportare in patria una parte dei circa 28 miliardi di dollari USA che ogni anno escono dal paese.
L’aumento si registra nonostante il Canada stia restringendo i limiti per i permessi di lavoro e il Regno Unito stia eliminando i visti per i familiari degli studenti di master con lezioni in presenza. I consulenti educativi attribuiscono questa resilienza alla copertura valutaria, alle opzioni di borse di studio diversificate e a una forte attività di promozione universitaria nelle città di secondo livello in India.
Per le multinazionali, questa tendenza significa un bacino di talenti più ampio con esperienza internazionale, ma anche una competizione più agguerrita per i visti di lavoro post-studio. I datori di lavoro che pianificano programmi per laureati globali dovrebbero considerare che l’Australia ora offre fino a quattro anni di permessi di lavoro post-studio nei settori STEM prioritari, mentre la Germania accelera il rilascio della Blue Card per i laureati stranieri delle università tedesche. I team HR potrebbero puntare su tirocini precoci per assicurarsi i migliori talenti al ritorno.
Le autorità indiane vedono questo boom di studenti all’estero come un segnale per accelerare le partnership internazionali tra campus e il progetto “India International Universities”, che potrebbe infine riportare in patria una parte dei circa 28 miliardi di dollari USA che ogni anno escono dal paese.
Fonte: The Indian Express
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