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India chiarisce l'incidente del passeggero nepalese: decisione della compagnia aerea, non blocco dell'immigrazione

nov 3, 2025
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India chiarisce l'incidente del passeggero nepalese: decisione della compagnia aerea, non blocco dell'immigrazione
Il Ministero degli Affari Interni dell’India (MHA) è intervenuto rapidamente il 2 novembre per sedare una controversia diplomatica dopo che sui social media erano emerse accuse di discriminazione da parte degli agenti dell’immigrazione indiana all’aeroporto internazionale Indira Gandhi di Delhi nei confronti di una viaggiatrice nepalese, Shambhavi Adhikari, diretta a Berlino.

In una nota stampa insolita per dettaglio, il MHA ha spiegato che Adhikari era arrivata da Kathmandu con Air India e stava semplicemente effettuando un transito a Delhi. Al gate di imbarco, il personale di Qatar Airways le ha negato l’imbarco perché la validità residua del suo visto tedesco era ritenuta insufficiente per i requisiti di ingresso nell’area Schengen. Secondo le regole dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO), la responsabilità per passeggeri con documenti non conformi ricade sulle compagnie aeree, non sulle autorità di frontiera; di conseguenza, Qatar Airways ha riportato Adhikari a Kathmandu.

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Il ministero ha sottolineato che i passeggeri in transito internazionale non passano attraverso i controlli di immigrazione indiani e che gli ufficiali non hanno avuto “alcun ruolo”. La dichiarazione ha aggiunto che Adhikari ha poi raggiunto la Germania tramite un percorso alternativo, evidenziando come l’episodio fosse una decisione di routine a livello di compagnia aerea e non una discriminazione da parte dello Stato.

La precisazione è stata prontamente accolta con favore dall’ambasciata nepalese a Nuova Delhi e contribuisce a evitare tensioni in un momento in cui l’India sta cercando di accelerare la connettività ferroviaria transfrontaliera e di finalizzare l’accordo di scambio energetico a lungo atteso con Kathmandu. Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio è un promemoria che le compagnie aeree possono – e spesso lo fanno – negare l’imbarco quando la validità del visto è al limite. I dipendenti in transito in India dovrebbero essere consigliati di avere almeno tre mesi di validità residua sui visti di destinazione e di prevedere tempi supplementari negli itinerari in caso di necessità di deviazioni.

Più in generale, l’episodio mette in luce il tentativo dell’India di presentarsi come un paese accogliente per i viaggiatori, pur rafforzando i controlli sull’immigrazione in altri ambiti (ad esempio, l’introduzione obbligatoria a ottobre delle e-arrival card). Le multinazionali che spostano personale attraverso hub indiani dovrebbero monitorare con attenzione sia le politiche delle compagnie aeree sia le normative governative per evitare costosi disagi.
Fonte: Lokmat Times (ANI syndication)

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