
In una nota politica che ha rapidamente fatto il giro del settore turistico globale il 12 novembre, il portale Travel & Tour World ha riportato che la Spagna «sta andando verso nuove tasse sul turismo», seguendo l’esempio di Grecia, Giappone e Norvegia. Sebbene Madrid non abbia ancora presentato un disegno di legge nazionale, diversi governi regionali—soprattutto Catalogna e Isole Baleari—hanno confermato che raddoppieranno o addirittura quadruplicheranno le attuali sovrattasse sugli hotel a partire da aprile 2026.
La Catalogna prevede di aumentare la tassa comunale a Barcellona da 3,25 a 6,75 euro a notte per gli hotel a quattro e cinque stelle, mentre i passeggeri delle crociere pagheranno una tariffa fissa di 8 euro al giorno. Il governo di coalizione delle Isole Baleari sta valutando una «tariffa dissuasiva» di 15 euro a notte per adulto durante l’alta stagione, dopo che i sindacati hanno sostenuto la necessità di una tassa ecologica più alta per alleviare il sovraffollamento estivo. Aumenti più contenuti sono in fase di elaborazione a Valencia e nelle Isole Canarie, principalmente per finanziare progetti di mobilità sostenibile vicino ad aeroporti e porti.
Le proposte arrivano mentre la Spagna prevede un record di 94 milioni di arrivi internazionali nel 2025—quasi 20 milioni in più rispetto al picco pre-Covid. Il Ministero della Transizione Ecologica ha avvertito che i sistemi di trattamento delle acque costiere, la gestione a terra degli aeroporti e i traghetti inter-isole «operano al limite della capacità» per tre mesi all’anno. Le tasse turistiche destinate a miglioramenti infrastrutturali e fondi per le comunità locali sono politicamente più facili da introdurre rispetto a nuove imposte sulle emissioni, ammettono i funzionari.
Per i responsabili della mobilità e del trasferimento del personale, il cambiamento è rilevante su due fronti. Primo, i budget per le diarie del personale in trasferta potrebbero dover essere rivisti: un incarico di due settimane a Barcellona la prossima estate potrebbe comportare 189 euro solo di tasse alberghiere. Secondo, i fornitori di alloggi aziendali che si basano su licenze per soggiorni brevi potrebbero vedere inasprirsi le normative, poiché i comuni collegano tasse più alte a permessi più restrittivi.
Sebbene i dettagli saranno definiti nei parlamenti regionali nei prossimi sei mesi, il messaggio è chiaro: la Spagna vuole che i visitatori paghino una quota maggiore dei costi esterni del turismo. Gli acquirenti di viaggi dovrebbero monitorare i calendari legislativi e informare i viaggiatori di conseguenza—soprattutto per grandi meeting ed eventi programmati dopo marzo 2026.
La Catalogna prevede di aumentare la tassa comunale a Barcellona da 3,25 a 6,75 euro a notte per gli hotel a quattro e cinque stelle, mentre i passeggeri delle crociere pagheranno una tariffa fissa di 8 euro al giorno. Il governo di coalizione delle Isole Baleari sta valutando una «tariffa dissuasiva» di 15 euro a notte per adulto durante l’alta stagione, dopo che i sindacati hanno sostenuto la necessità di una tassa ecologica più alta per alleviare il sovraffollamento estivo. Aumenti più contenuti sono in fase di elaborazione a Valencia e nelle Isole Canarie, principalmente per finanziare progetti di mobilità sostenibile vicino ad aeroporti e porti.
Le proposte arrivano mentre la Spagna prevede un record di 94 milioni di arrivi internazionali nel 2025—quasi 20 milioni in più rispetto al picco pre-Covid. Il Ministero della Transizione Ecologica ha avvertito che i sistemi di trattamento delle acque costiere, la gestione a terra degli aeroporti e i traghetti inter-isole «operano al limite della capacità» per tre mesi all’anno. Le tasse turistiche destinate a miglioramenti infrastrutturali e fondi per le comunità locali sono politicamente più facili da introdurre rispetto a nuove imposte sulle emissioni, ammettono i funzionari.
Per i responsabili della mobilità e del trasferimento del personale, il cambiamento è rilevante su due fronti. Primo, i budget per le diarie del personale in trasferta potrebbero dover essere rivisti: un incarico di due settimane a Barcellona la prossima estate potrebbe comportare 189 euro solo di tasse alberghiere. Secondo, i fornitori di alloggi aziendali che si basano su licenze per soggiorni brevi potrebbero vedere inasprirsi le normative, poiché i comuni collegano tasse più alte a permessi più restrittivi.
Sebbene i dettagli saranno definiti nei parlamenti regionali nei prossimi sei mesi, il messaggio è chiaro: la Spagna vuole che i visitatori paghino una quota maggiore dei costi esterni del turismo. Gli acquirenti di viaggi dovrebbero monitorare i calendari legislativi e informare i viaggiatori di conseguenza—soprattutto per grandi meeting ed eventi programmati dopo marzo 2026.
Fonte: Travel & Tour World
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