
La Cina ha indicato il Sultanato di Oman come l’ultimo beneficiario della sua crescente diplomazia per l’esenzione dal visto. Durante una conferenza stampa a Muscat il 13 novembre 2025, i funzionari dell’Ambasciata cinese hanno confermato che i titolari di passaporto ordinario omanita potranno continuare a entrare in Cina continentale senza visto almeno fino al 31 dicembre 2026.
L’accordo, introdotto per la prima volta nel 2024, consente soggiorni fino a 30 giorni per turismo, cure mediche, incontri d’affari o scambi culturali. Secondo la compagnia aerea del Golfo SalamAir, le prenotazioni sul volo Muscat–Guangzhou sono aumentate del 42% entro sei ore dall’annuncio, evidenziando una forte domanda repressa di viaggi in Cina nella regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Per le aziende cinesi attive in Oman nei settori dell’energia, della logistica e delle infrastrutture, l’estensione semplifica la mobilità reciproca riducendo la burocrazia per ingegneri, fornitori e delegazioni governative omanite in visita. Allo stesso modo, le PMI omanite interessate alla Fiera di Canton o ai mercati di Yiwu possono ora inviare acquirenti con tempi di preparazione ridotti, migliorando l’agilità della catena di approvvigionamento.
La politica si inserisce nella più ampia strategia di Pechino verso il Medio Oriente, che recentemente ha incluso esenzioni reciproche dal visto con Emirati Arabi Uniti e Qatar e il lancio di contratti petroliferi in renminbi sulla Borsa di Shanghai per petrolio e gas naturale. Gli analisti interpretano questa facilitazione sia come un gesto di soft power sia come uno strumento pragmatico per approfondire il commercio bilaterale, che nei primi nove mesi del 2025 è cresciuto del 28% su base annua, raggiungendo i 32 miliardi di dollari.
Le aziende devono però considerare che l’ingresso senza visto non esonera i visitatori omaniti dalle normali dichiarazioni d’ingresso in Cina o, se necessario, dai requisiti per il permesso di lavoro in loco. I team di mobilità sono invitati a tenere a portata di mano lettere di invito per giustificare lo scopo del viaggio durante i controlli di frontiera.
L’accordo, introdotto per la prima volta nel 2024, consente soggiorni fino a 30 giorni per turismo, cure mediche, incontri d’affari o scambi culturali. Secondo la compagnia aerea del Golfo SalamAir, le prenotazioni sul volo Muscat–Guangzhou sono aumentate del 42% entro sei ore dall’annuncio, evidenziando una forte domanda repressa di viaggi in Cina nella regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Per le aziende cinesi attive in Oman nei settori dell’energia, della logistica e delle infrastrutture, l’estensione semplifica la mobilità reciproca riducendo la burocrazia per ingegneri, fornitori e delegazioni governative omanite in visita. Allo stesso modo, le PMI omanite interessate alla Fiera di Canton o ai mercati di Yiwu possono ora inviare acquirenti con tempi di preparazione ridotti, migliorando l’agilità della catena di approvvigionamento.
La politica si inserisce nella più ampia strategia di Pechino verso il Medio Oriente, che recentemente ha incluso esenzioni reciproche dal visto con Emirati Arabi Uniti e Qatar e il lancio di contratti petroliferi in renminbi sulla Borsa di Shanghai per petrolio e gas naturale. Gli analisti interpretano questa facilitazione sia come un gesto di soft power sia come uno strumento pragmatico per approfondire il commercio bilaterale, che nei primi nove mesi del 2025 è cresciuto del 28% su base annua, raggiungendo i 32 miliardi di dollari.
Le aziende devono però considerare che l’ingresso senza visto non esonera i visitatori omaniti dalle normali dichiarazioni d’ingresso in Cina o, se necessario, dai requisiti per il permesso di lavoro in loco. I team di mobilità sono invitati a tenere a portata di mano lettere di invito per giustificare lo scopo del viaggio durante i controlli di frontiera.
Fonte: Gulf News
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