
La potente confederazione sindacale francese CGT ha lanciato un appello dell’ultimo minuto a manifestare davanti alle prefetture di tutto il paese sabato 15 novembre. In un comunicato diffuso a tarda sera il 14 novembre, il sindacato spiega che la mobilitazione mira a “difendere l’uguaglianza dei diritti” per i lavoratori stranieri bloccati in un limbo amministrativo di mesi in attesa del rilascio o del rinnovo del loro titre de séjour.
Secondo la CGT, centinaia di migliaia di migranti rischiano di perdere lavoro, alloggio e diritti sociali perché le prefetture non riescono a gestire le pratiche entro i termini di legge. Dal 2024, con l’abrogazione della cosiddetta circolare Valls — che stabiliva criteri chiari per la regolarizzazione tramite lavoro — il sindacato denuncia che ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno è diventato “quasi impossibile”, anche per chi garantisce servizi essenziali come sanità, pulizie, logistica e edilizia.
Il sindacato accusa il Ministero dell’Interno di aver creato un vero e proprio “blackout dei diritti” a causa della cronica carenza di personale e del malfunzionamento dei portali online. Chiede un potenziamento urgente del personale, la garanzia della continuità dei diritti sociali durante le procedure di rinnovo e il ripristino di criteri trasparenti per la regolarizzazione basata sul lavoro. Le manifestazioni sono previste a Parigi davanti alla Direzione Generale per gli Stranieri in Francia (DGEF) e in decine di città provinciali.
Per le imprese che dipendono dalla manodopera migrante, l’azione della CGT evidenzia un problema operativo crescente. Le aziende lamentano che i dipendenti messi in aspettativa non retribuita in attesa di appuntamenti lasciano le linee di produzione sotto organico; le agenzie interinali segnalano l’impossibilità di impiegare lavoratori con permessi in sospeso. I responsabili della mobilità dovrebbero prevedere assenze improvvise e pianificare con più anticipo i trasferimenti che richiedono appuntamenti in prefettura.
A medio termine, le proteste aumentano la pressione politica sulla riforma del Codice dell’Immigrazione, il cui dibattito parlamentare è previsto per il mese prossimo. Gli osservatori sottolineano che l’affluenza di sabato sarà attentamente monitorata dai legislatori per valutare il sostegno pubblico a un allentamento o a un inasprimento delle regole sui permessi di lavoro.
Secondo la CGT, centinaia di migliaia di migranti rischiano di perdere lavoro, alloggio e diritti sociali perché le prefetture non riescono a gestire le pratiche entro i termini di legge. Dal 2024, con l’abrogazione della cosiddetta circolare Valls — che stabiliva criteri chiari per la regolarizzazione tramite lavoro — il sindacato denuncia che ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno è diventato “quasi impossibile”, anche per chi garantisce servizi essenziali come sanità, pulizie, logistica e edilizia.
Il sindacato accusa il Ministero dell’Interno di aver creato un vero e proprio “blackout dei diritti” a causa della cronica carenza di personale e del malfunzionamento dei portali online. Chiede un potenziamento urgente del personale, la garanzia della continuità dei diritti sociali durante le procedure di rinnovo e il ripristino di criteri trasparenti per la regolarizzazione basata sul lavoro. Le manifestazioni sono previste a Parigi davanti alla Direzione Generale per gli Stranieri in Francia (DGEF) e in decine di città provinciali.
Per le imprese che dipendono dalla manodopera migrante, l’azione della CGT evidenzia un problema operativo crescente. Le aziende lamentano che i dipendenti messi in aspettativa non retribuita in attesa di appuntamenti lasciano le linee di produzione sotto organico; le agenzie interinali segnalano l’impossibilità di impiegare lavoratori con permessi in sospeso. I responsabili della mobilità dovrebbero prevedere assenze improvvise e pianificare con più anticipo i trasferimenti che richiedono appuntamenti in prefettura.
A medio termine, le proteste aumentano la pressione politica sulla riforma del Codice dell’Immigrazione, il cui dibattito parlamentare è previsto per il mese prossimo. Gli osservatori sottolineano che l’affluenza di sabato sarà attentamente monitorata dai legislatori per valutare il sostegno pubblico a un allentamento o a un inasprimento delle regole sui permessi di lavoro.
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