
Nuovi dati pubblicati dalla Direzione Affari Interni della Commissione Europea il 14 novembre confermano che la Francia manterrà i controlli temporanei alle frontiere terrestri con Belgio, Germania, Spagna, Italia, Lussemburgo e Svizzera per altri sei mesi. La misura, reintrodotta dopo gli attentati terroristici del 2015 e rinnovata più volte, è ora prevista dal 1° novembre 2025 al 30 aprile 2026.
Parigi giustifica la decisione con un aumento delle minacce terroristiche e la persistenza delle pressioni legate alla migrazione irregolare. Per i pendolari transfrontalieri e gli operatori logistici l’estensione significa controlli a campione, ispezioni dei documenti e occasionali code in punti di passaggio che normalmente sarebbero aperti nell’area Schengen.
Le associazioni del trasporto su strada segnalano che ogni ritardo di cinque minuti comporta un costo di circa 5 euro per camion; gli operatori hanno iniziato a considerare tempi di transito maggiori nelle catene di approvvigionamento just-in-time, soprattutto nei settori automotive e alimentare fresco. I viaggiatori d’affari sono invitati a tenere passaporti o carte d’identità nazionali a portata di mano e a prevedere margini di tempo per gli incontri nelle zone di confine come Strasburgo, Lille o Perpignano.
Sebbene legali secondo le regole di Schengen, i rinnovi ripetuti hanno suscitato critiche dal Parlamento Europeo, che sostiene che i controlli dovrebbero rimanere un’eccezione. Una revisione più ampia della governance di Schengen è prevista per la primavera 2026, ma pochi analisti si aspettano che la Francia sospenda i controlli prima della conclusione della revisione sulla sicurezza in vista delle Olimpiadi estive.
Parigi giustifica la decisione con un aumento delle minacce terroristiche e la persistenza delle pressioni legate alla migrazione irregolare. Per i pendolari transfrontalieri e gli operatori logistici l’estensione significa controlli a campione, ispezioni dei documenti e occasionali code in punti di passaggio che normalmente sarebbero aperti nell’area Schengen.
Le associazioni del trasporto su strada segnalano che ogni ritardo di cinque minuti comporta un costo di circa 5 euro per camion; gli operatori hanno iniziato a considerare tempi di transito maggiori nelle catene di approvvigionamento just-in-time, soprattutto nei settori automotive e alimentare fresco. I viaggiatori d’affari sono invitati a tenere passaporti o carte d’identità nazionali a portata di mano e a prevedere margini di tempo per gli incontri nelle zone di confine come Strasburgo, Lille o Perpignano.
Sebbene legali secondo le regole di Schengen, i rinnovi ripetuti hanno suscitato critiche dal Parlamento Europeo, che sostiene che i controlli dovrebbero rimanere un’eccezione. Una revisione più ampia della governance di Schengen è prevista per la primavera 2026, ma pochi analisti si aspettano che la Francia sospenda i controlli prima della conclusione della revisione sulla sicurezza in vista delle Olimpiadi estive.
Fonte: Trans.INFO