
L’Australia ha avviato la più grande riforma del suo programma di visti per studenti internazionali degli ultimi dieci anni, emanando la Direttiva Ministeriale 115 (MD 115) il 20 novembre 2025. Questa direttiva vincolante sostituisce immediatamente la MD 111 e introduce un sistema “a semaforo” a tre livelli che determina la rapidità con cui vengono processate tutte le domande di visto Subclass 500 presentate dall’estero. Gli istituti che mantengono le nuove iscrizioni sotto l’80% del Livello Nazionale di Pianificazione 2026 rientrano nella zona verde e ottengono una priorità 1 con tempi di elaborazione da una a quattro settimane, mentre quelli che superano il 115% vengono inseriti nella zona rossa, con decisioni significativamente più lente.
Il Ministero degli Interni spiega che questa revisione si basa sulla strategia di “crescita gestita” del 2024, ideata per contenere una domanda eccessiva che aveva messo sotto pressione abitazioni, aule e trasporti pubblici. I dati confermano l’efficacia del piano: le domande totali di visto per studenti sono diminuite del 26% nel 2025 rispetto all’anno precedente, e gli inizi di nuovi corsi sono calati del 16%, alleggerendo la domanda di alloggi in affitto nelle principali città.
Per università e istituti professionali, la direttiva rappresenta un nuovo e severo rischio di conformità. Se i dati mensili sulle concessioni di visto mostrano che un istituto si avvicina alla fascia ambra (80-115%) o rossa, i tempi di elaborazione per i suoi studenti potenziali si allungheranno, rischiando di spingere i candidati verso concorrenti in Canada, Regno Unito o Stati Uniti. I direttori delle scuole di business e gli uffici internazionali dovranno quindi dotarsi di strumenti di previsione quasi in tempo reale per monitorare offerte, accettazioni e rinvii rispetto alla loro quota annuale.
I responsabili delle trasferte aziendali dovrebbero inoltre notare che la MD 115 mantiene esplicitamente la priorità 1 per studenti di ricerca post-laurea e per quelli sponsorizzati dal Ministero degli Esteri e del Commercio (DFAT), due gruppi fondamentali per collaborazioni di ricerca e programmi di borse di studio governative. I datori di lavoro che intendono trasferire personale con clausole di “studi futuri” potrebbero vedere addirittura migliorati i tempi di elaborazione, a patto che l’istituto partner resti nella zona verde.
Consiglio pratico: i fornitori di istruzione che prevedono una forte domanda nei mercati a ciclo tardivo (Asia meridionale, Africa occidentale) potrebbero voler riservare alcuni posti per evitare di scivolare nella zona rossa a fine anno. Studenti e agenti dovrebbero presentare domande complete in anticipo e monitorare i limiti degli istituti per evitare ritardi imprevisti.
Il Ministero degli Interni spiega che questa revisione si basa sulla strategia di “crescita gestita” del 2024, ideata per contenere una domanda eccessiva che aveva messo sotto pressione abitazioni, aule e trasporti pubblici. I dati confermano l’efficacia del piano: le domande totali di visto per studenti sono diminuite del 26% nel 2025 rispetto all’anno precedente, e gli inizi di nuovi corsi sono calati del 16%, alleggerendo la domanda di alloggi in affitto nelle principali città.
Per università e istituti professionali, la direttiva rappresenta un nuovo e severo rischio di conformità. Se i dati mensili sulle concessioni di visto mostrano che un istituto si avvicina alla fascia ambra (80-115%) o rossa, i tempi di elaborazione per i suoi studenti potenziali si allungheranno, rischiando di spingere i candidati verso concorrenti in Canada, Regno Unito o Stati Uniti. I direttori delle scuole di business e gli uffici internazionali dovranno quindi dotarsi di strumenti di previsione quasi in tempo reale per monitorare offerte, accettazioni e rinvii rispetto alla loro quota annuale.
I responsabili delle trasferte aziendali dovrebbero inoltre notare che la MD 115 mantiene esplicitamente la priorità 1 per studenti di ricerca post-laurea e per quelli sponsorizzati dal Ministero degli Esteri e del Commercio (DFAT), due gruppi fondamentali per collaborazioni di ricerca e programmi di borse di studio governative. I datori di lavoro che intendono trasferire personale con clausole di “studi futuri” potrebbero vedere addirittura migliorati i tempi di elaborazione, a patto che l’istituto partner resti nella zona verde.
Consiglio pratico: i fornitori di istruzione che prevedono una forte domanda nei mercati a ciclo tardivo (Asia meridionale, Africa occidentale) potrebbero voler riservare alcuni posti per evitare di scivolare nella zona rossa a fine anno. Studenti e agenti dovrebbero presentare domande complete in anticipo e monitorare i limiti degli istituti per evitare ritardi imprevisti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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