
Intervenendo alla conferenza sulla qualità TEQSA il 19 novembre, il Sottosegretario all'Istruzione Internazionale Julian Hill ha dichiarato che i problemi di integrità nel settore restano “diffusi”, citando frodi con passaporti, cambi di corso in loco e pratiche di reclutamento non etiche.
Le osservazioni di Hill rafforzano la posizione più rigorosa del governo dopo il white paper sulla strategia migratoria e il nuovo test per studenti genuini. Ha avvertito che i fornitori che ignorano i segnali d’allarme potrebbero essere sospesi dal sistema semplificato dei visti, rallentando di fatto il flusso di iscrizioni internazionali.
I commenti arrivano in un clima di scetticismo nel settore riguardo all’aggiornamento massiccio delle valutazioni di rischio istituzionale, che i critici accusano di essere “distorte” da agenti senza scrupoli all’estero per promuovere vie facili verso i diritti di lavoro.
Universities Australia ha accolto positivamente il messaggio di Hill, chiedendo però indicazioni più chiare su come verranno applicati i parametri di rischio. Gli agenti educativi temono invece che un’eccessiva rigidità possa scoraggiare studenti legittimi, soprattutto mentre destinazioni concorrenti come Canada e Regno Unito stanno inasprendo le politiche sui diritti di lavoro post-studio.
Per le aziende, un controllo più rigoroso significa maggiore certezza che i laureati internazionali che entrano nel mercato del lavoro abbiano superato le soglie linguistiche e finanziarie, ma potrebbe anche ridurre nel breve termine il bacino di talenti disponibili.
Le osservazioni di Hill rafforzano la posizione più rigorosa del governo dopo il white paper sulla strategia migratoria e il nuovo test per studenti genuini. Ha avvertito che i fornitori che ignorano i segnali d’allarme potrebbero essere sospesi dal sistema semplificato dei visti, rallentando di fatto il flusso di iscrizioni internazionali.
I commenti arrivano in un clima di scetticismo nel settore riguardo all’aggiornamento massiccio delle valutazioni di rischio istituzionale, che i critici accusano di essere “distorte” da agenti senza scrupoli all’estero per promuovere vie facili verso i diritti di lavoro.
Universities Australia ha accolto positivamente il messaggio di Hill, chiedendo però indicazioni più chiare su come verranno applicati i parametri di rischio. Gli agenti educativi temono invece che un’eccessiva rigidità possa scoraggiare studenti legittimi, soprattutto mentre destinazioni concorrenti come Canada e Regno Unito stanno inasprendo le politiche sui diritti di lavoro post-studio.
Per le aziende, un controllo più rigoroso significa maggiore certezza che i laureati internazionali che entrano nel mercato del lavoro abbiano superato le soglie linguistiche e finanziarie, ma potrebbe anche ridurre nel breve termine il bacino di talenti disponibili.
Fonte: Times Higher Education