
In una mossa che molti analisti considerano il segnale più chiaro finora di un disgelo diplomatico, l’India ha riavviato il 21 novembre 2025 l’emissione di visti turistici per i cittadini cinesi in tutte le sue ambasciate e consolati. Delhi aveva sospeso il rilascio dei visti a metà 2020, dopo il tragico scontro nella valle di Galwan, e per cinque anni i viaggi turistici in arrivo dalla Cina erano praticamente bloccati.
Con la nuova politica, i titolari di passaporto cinese possono nuovamente richiedere visti turistici a ingresso singolo o multiplo, validi fino a un anno, tramite la rete Indian Visa Application Centre (IVAC) o direttamente presso le missioni diplomatiche all’estero. Secondo fonti ufficiali, la ripresa segue la recente riattivazione dei voli diretti, la ripresa del pellegrinaggio Kailash-Manasarovar e le delegazioni commerciali congiunte, tutti passi negoziati dopo mesi di disimpegno militare informale nell’est del Ladakh.
Gli operatori del settore turistico prevedono che la decisione sbloccherà una domanda repressa significativa. Prima della pandemia, la Cina era la principale fonte di turisti di fascia alta provenienti dall’Asia orientale (circa 300.000 arrivi nel 2019). I gruppi alberghieri di Delhi, Agra e Bengaluru segnalano un aumento delle richieste di gruppi per il primo trimestre 2026, mentre i tour operator stanno aggiornando i siti in mandarino e assumendo guide bilingue. Le aziende di entrambi i Paesi, soprattutto nei settori farmaceutico, elettronico e delle energie rinnovabili, affermano che viaggi più agevoli a breve termine accelereranno le ispezioni di progetto e l’assistenza post-vendita, finora gestite virtualmente.
Consigli pratici per le imprese: assicurarsi che i viaggiatori conservino copie cartacee dei visti approvati e dell’itinerario, poiché le autorità di frontiera potrebbero effettuare controlli documentali aggiuntivi nei primi mesi. Le organizzazioni con personale in Cina dovrebbero inoltre verificare le regole di rientro; i dipendenti con visti business ancora validi possono continuare a usarli, ma i nuovi visti turistici rappresentano un’opzione flessibile di riserva. Infine, attenzione alla capacità dei voli: attualmente solo quattro compagnie aeree operano sulla rotta India-Cina, quindi prenotare in anticipo sarà fondamentale fino a quando non saranno autorizzate più frequenze.
Con la nuova politica, i titolari di passaporto cinese possono nuovamente richiedere visti turistici a ingresso singolo o multiplo, validi fino a un anno, tramite la rete Indian Visa Application Centre (IVAC) o direttamente presso le missioni diplomatiche all’estero. Secondo fonti ufficiali, la ripresa segue la recente riattivazione dei voli diretti, la ripresa del pellegrinaggio Kailash-Manasarovar e le delegazioni commerciali congiunte, tutti passi negoziati dopo mesi di disimpegno militare informale nell’est del Ladakh.
Gli operatori del settore turistico prevedono che la decisione sbloccherà una domanda repressa significativa. Prima della pandemia, la Cina era la principale fonte di turisti di fascia alta provenienti dall’Asia orientale (circa 300.000 arrivi nel 2019). I gruppi alberghieri di Delhi, Agra e Bengaluru segnalano un aumento delle richieste di gruppi per il primo trimestre 2026, mentre i tour operator stanno aggiornando i siti in mandarino e assumendo guide bilingue. Le aziende di entrambi i Paesi, soprattutto nei settori farmaceutico, elettronico e delle energie rinnovabili, affermano che viaggi più agevoli a breve termine accelereranno le ispezioni di progetto e l’assistenza post-vendita, finora gestite virtualmente.
Consigli pratici per le imprese: assicurarsi che i viaggiatori conservino copie cartacee dei visti approvati e dell’itinerario, poiché le autorità di frontiera potrebbero effettuare controlli documentali aggiuntivi nei primi mesi. Le organizzazioni con personale in Cina dovrebbero inoltre verificare le regole di rientro; i dipendenti con visti business ancora validi possono continuare a usarli, ma i nuovi visti turistici rappresentano un’opzione flessibile di riserva. Infine, attenzione alla capacità dei voli: attualmente solo quattro compagnie aeree operano sulla rotta India-Cina, quindi prenotare in anticipo sarà fondamentale fino a quando non saranno autorizzate più frequenze.
Fonte: The Times of India