
I viaggiatori che pianificano vacanze dopo il 26 dicembre si troveranno di fronte alla più grande espansione biometrica nella storia delle frontiere statunitensi. Secondo documenti normativi riportati per la prima volta il 20 novembre, il Dipartimento della Sicurezza Interna eliminerà le esenzioni per età e autorizzerà gli agenti della Dogana e Protezione delle Frontiere (CBP) a raccogliere impronte digitali, scansioni facciali e, in casi limitati, campioni di DNA da ogni non cittadino che entra o esce dal paese, sia via aerea, terrestre o marittima. Inoltre, sarà introdotta una nuova tassa di 30 dollari per il monitoraggio dei soggiorni prolungati oltre i 29 giorni, con multe fino a 5.000 dollari per chi non si adegua.
La norma completa un mandato del Congresso del 1996 per un sistema completo di controllo ingressi-uscite, un progetto più volte rimandato fino a quando l’amministrazione Trump ha accelerato i finanziamenti quest’anno. Le autorità affermano che la piattaforma biometrica unificata colmerà le lacune nell’applicazione della legge che permettono una crescita stimata del 42% della popolazione irregolare dovuta a soggiorni oltre il visto. I dati potranno essere conservati fino a 75 anni e condivisi con partner federali delle forze dell’ordine.
Per i viaggi aziendali, l’impatto più immediato sarà operativo: la CBP sperimenterà cancelli di riconoscimento facciale in uscita in otto grandi aeroporti, dove i non cittadini dovranno verificare la propria identità prima dell’imbarco. I viaggiatori frequenti da Canada e Messico potrebbero inoltre trovare nuovi chioschi ai valichi terrestri per la cattura di immagini dell’iride e impronte digitali. Sebbene il DHS affermi che i tamponi per il DNA saranno limitati a “scenari specifici di forze dell’ordine”, le associazioni per la tutela della privacy avvertono che la norma apre la strada alla raccolta genetica di routine.
Le compagnie aeree dovranno aggiornare le interfacce dei manifesti passeggeri per garantire la trasmissione in tempo reale dei dati biometrici di uscita; il mancato rispetto potrebbe comportare sanzioni civili secondo una direttiva di sicurezza TSA correlata. I team di mobilità globale dovrebbero informare i dipendenti stranieri sulle possibili code più lunghe durante l’implementazione e avvisare della nuova tassa per soggiorni oltre i 29 giorni in caso di trasferimenti prolungati.
Sono attese sfide legali da parte di gruppi per le libertà civili che citano preoccupazioni legate al Quarto Emendamento e alla legge sulla privacy, ma il DHS ritiene che le sentenze precedenti sulla raccolta biometrica ai punti di ingresso conferiscano all’agenzia ampi poteri. Le aziende dovrebbero monitorare eventuali ingiunzioni ma prepararsi a un’implementazione graduale a partire dal giorno dopo Natale.
La norma completa un mandato del Congresso del 1996 per un sistema completo di controllo ingressi-uscite, un progetto più volte rimandato fino a quando l’amministrazione Trump ha accelerato i finanziamenti quest’anno. Le autorità affermano che la piattaforma biometrica unificata colmerà le lacune nell’applicazione della legge che permettono una crescita stimata del 42% della popolazione irregolare dovuta a soggiorni oltre il visto. I dati potranno essere conservati fino a 75 anni e condivisi con partner federali delle forze dell’ordine.
Per i viaggi aziendali, l’impatto più immediato sarà operativo: la CBP sperimenterà cancelli di riconoscimento facciale in uscita in otto grandi aeroporti, dove i non cittadini dovranno verificare la propria identità prima dell’imbarco. I viaggiatori frequenti da Canada e Messico potrebbero inoltre trovare nuovi chioschi ai valichi terrestri per la cattura di immagini dell’iride e impronte digitali. Sebbene il DHS affermi che i tamponi per il DNA saranno limitati a “scenari specifici di forze dell’ordine”, le associazioni per la tutela della privacy avvertono che la norma apre la strada alla raccolta genetica di routine.
Le compagnie aeree dovranno aggiornare le interfacce dei manifesti passeggeri per garantire la trasmissione in tempo reale dei dati biometrici di uscita; il mancato rispetto potrebbe comportare sanzioni civili secondo una direttiva di sicurezza TSA correlata. I team di mobilità globale dovrebbero informare i dipendenti stranieri sulle possibili code più lunghe durante l’implementazione e avvisare della nuova tassa per soggiorni oltre i 29 giorni in caso di trasferimenti prolungati.
Sono attese sfide legali da parte di gruppi per le libertà civili che citano preoccupazioni legate al Quarto Emendamento e alla legge sulla privacy, ma il DHS ritiene che le sentenze precedenti sulla raccolta biometrica ai punti di ingresso conferiscano all’agenzia ampi poteri. Le aziende dovrebbero monitorare eventuali ingiunzioni ma prepararsi a un’implementazione graduale a partire dal giorno dopo Natale.
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