
Avvocati per i diritti civili nel Massachusetts hanno presentato il 21 novembre una causa collettiva contro il Dipartimento per la Sicurezza Interna, accusandolo di infliggere sanzioni pecuniarie "crudeli e incostituzionali" che possono arrivare a quasi un milione di dollari per ogni individuo rimasto negli Stati Uniti senza status legale. Da febbraio, l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha emesso oltre 21.500 Avvisi di Intenzione di Multa, richiedendo fino a 998 dollari al giorno di sanzioni civili — per un totale di circa 6 miliardi di dollari — a migranti irregolari precedentemente rilasciati sotto ordini di supervisione.
La ricorrente principale, “Nancy M.”, madre nicaraguense di due figli, ha ricevuto una multa da 1,8 milioni di dollari nonostante i regolari appuntamenti con l’ICE durante la sua richiesta di asilo. La denuncia sostiene che le multe violano l’Ottavo Emendamento, che vieta pene eccessive, e privano i destinatari delle garanzie di giusto processo, come la valutazione della capacità di pagamento e udienze tempestive. I querelanti sottolineano inoltre che molti destinatari stanno attivamente cercando uno status legale, ma rischiano rovina finanziaria che mette a repentaglio abitazione e lavoro.
L’amministrazione Trump difende la politica come uno strumento normativo ripristinato per scoraggiare i soggiorni oltre il permesso e le fughe. Erin Perrine, portavoce del DHS, ha dichiarato che la causa "cerca di riscrivere la legge sull’immigrazione cancellando le conseguenze per chi la infrange", aggiungendo che le multe integrano l’espansione delle procedure di espulsione accelerata e vengono inviate dopo ripetuti avvertimenti.
Per i datori di lavoro, la causa introduce nuove incertezze. Alcuni lavoratori internazionali in una situazione di status prolungato — in particolare coloro con rinnovi di permessi umanitari negati — hanno iniziato a ricevere avvisi di multa, secondo lo studio legale Fragomen specializzato in mobilità. Le aziende potrebbero affrontare rischi di perdita di personale o richieste di assistenza economica da parte dei lavoratori coinvolti e dei loro familiari. Inoltre, eventuali accordi futuri potrebbero limitare l’autorità del DHS sulle sanzioni civili, influenzando la strategia di applicazione più ampia.
Il caso richiede la certificazione come causa collettiva a livello nazionale; se concessa, potrebbe bloccare le riscossioni in attesa del giudizio. I responsabili della mobilità con popolazioni straniere sotto supervisione dovrebbero monitorare gli sviluppi e assicurarsi che i lavoratori conoscano i propri diritti di contestare o differire il pagamento durante il procedimento legale.
La ricorrente principale, “Nancy M.”, madre nicaraguense di due figli, ha ricevuto una multa da 1,8 milioni di dollari nonostante i regolari appuntamenti con l’ICE durante la sua richiesta di asilo. La denuncia sostiene che le multe violano l’Ottavo Emendamento, che vieta pene eccessive, e privano i destinatari delle garanzie di giusto processo, come la valutazione della capacità di pagamento e udienze tempestive. I querelanti sottolineano inoltre che molti destinatari stanno attivamente cercando uno status legale, ma rischiano rovina finanziaria che mette a repentaglio abitazione e lavoro.
L’amministrazione Trump difende la politica come uno strumento normativo ripristinato per scoraggiare i soggiorni oltre il permesso e le fughe. Erin Perrine, portavoce del DHS, ha dichiarato che la causa "cerca di riscrivere la legge sull’immigrazione cancellando le conseguenze per chi la infrange", aggiungendo che le multe integrano l’espansione delle procedure di espulsione accelerata e vengono inviate dopo ripetuti avvertimenti.
Per i datori di lavoro, la causa introduce nuove incertezze. Alcuni lavoratori internazionali in una situazione di status prolungato — in particolare coloro con rinnovi di permessi umanitari negati — hanno iniziato a ricevere avvisi di multa, secondo lo studio legale Fragomen specializzato in mobilità. Le aziende potrebbero affrontare rischi di perdita di personale o richieste di assistenza economica da parte dei lavoratori coinvolti e dei loro familiari. Inoltre, eventuali accordi futuri potrebbero limitare l’autorità del DHS sulle sanzioni civili, influenzando la strategia di applicazione più ampia.
Il caso richiede la certificazione come causa collettiva a livello nazionale; se concessa, potrebbe bloccare le riscossioni in attesa del giudizio. I responsabili della mobilità con popolazioni straniere sotto supervisione dovrebbero monitorare gli sviluppi e assicurarsi che i lavoratori conoscano i propri diritti di contestare o differire il pagamento durante il procedimento legale.
Fonte: Associated Press
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