
Il think-tank economico MacroBusiness ha pubblicato un commento che denuncia una nuova ondata di frodi nel programma australiano di migrazione per partner, sostenendo che le regole di sponsorizzazione troppo permissive continuano a favorire matrimoni fittizi nonostante le riforme precedenti. Citando una testimonianza del 2018 del demografo Dr. Bob Birrell e dell’ex ministro dell’immigrazione Philip Ruddock, l’articolo sostiene che il Dipartimento degli Affari Interni approva ancora visti coniugali con prove minime di relazioni autentiche.
Il post arriva mentre il numero di visti ponte raggiunge un record di 2,55 milioni nel terzo trimestre del 2025, alimentando il dibattito politico sull’immigrazione netta e la domanda abitativa. MacroBusiness afferma che le frodi sui visti per partner contribuiscono all’arretrato, allungando i tempi di elaborazione per i casi legittimi di ricongiungimento familiare e mettendo sotto pressione le risorse per i controlli.
Sebbene si tratti di un articolo di opinione e non di un’indagine ufficiale, sta guadagnando attenzione sui social media e potrebbe aumentare la pressione sul governo Albanese per inasprire i requisiti di prova in vista della revisione della strategia migratoria del 2026. Organismi di settore come il Migration Institute of Australia avevano già chiesto colloqui obbligatori di persona e un divieto di sponsorizzazione di cinque anni per chi sponsorizza ripetutamente.
I team di mobilità aziendale potrebbero dover rispondere a domande da parte di dipendenti espatriati i cui partner attendono decisioni sui visti. I consulenti raccomandano di mantenere una documentazione solida — contratti di locazione congiunti, estratti conto finanziari e registri di viaggio — per anticipare controlli più rigorosi qualora il Dipartimento degli Affari Interni decidesse di chiudere le presunte falle.
Il post arriva mentre il numero di visti ponte raggiunge un record di 2,55 milioni nel terzo trimestre del 2025, alimentando il dibattito politico sull’immigrazione netta e la domanda abitativa. MacroBusiness afferma che le frodi sui visti per partner contribuiscono all’arretrato, allungando i tempi di elaborazione per i casi legittimi di ricongiungimento familiare e mettendo sotto pressione le risorse per i controlli.
Sebbene si tratti di un articolo di opinione e non di un’indagine ufficiale, sta guadagnando attenzione sui social media e potrebbe aumentare la pressione sul governo Albanese per inasprire i requisiti di prova in vista della revisione della strategia migratoria del 2026. Organismi di settore come il Migration Institute of Australia avevano già chiesto colloqui obbligatori di persona e un divieto di sponsorizzazione di cinque anni per chi sponsorizza ripetutamente.
I team di mobilità aziendale potrebbero dover rispondere a domande da parte di dipendenti espatriati i cui partner attendono decisioni sui visti. I consulenti raccomandano di mantenere una documentazione solida — contratti di locazione congiunti, estratti conto finanziari e registri di viaggio — per anticipare controlli più rigorosi qualora il Dipartimento degli Affari Interni decidesse di chiudere le presunte falle.
Fonte: MacroBusiness
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