
La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) ha pubblicato nuovi dati che mostrano come le autorità svizzere abbiano eseguito oltre due terzi di tutti gli ordini di espulsione emessi dai tribunali nel 2024. Su 2.446 stranieri ordinati a lasciare il paese per reati penali o violazioni migratorie, il 69% era già partito — l’80% di questi sotto scorta — entro la metà del 2025, ha comunicato la SEM in un comunicato stampa del 1° dicembre 2025.
La maggior parte delle espulsioni ha riguardato cittadini di Albania (247), Romania (190) e Algeria (136); i cittadini UE/AELS rappresentano circa il 40% dei casi, mentre i cittadini di paesi terzi il 60%. La fascia demografica più colpita è quella degli uomini tra i 25 e i 34 anni. Le autorità prevedono un ulteriore aumento del tasso di espulsione forzata con l’elaborazione dei casi ancora in sospeso nei prossimi mesi.
Sebbene questi dati non modifichino le procedure quotidiane di immigrazione aziendale, evidenziano la ferma volontà del Consiglio Federale di applicare rigorosamente la modifica costituzionale del 2016 sui “criminali stranieri”. Le aziende che sponsorizzano permessi di lavoro devono quindi monitorare attentamente eventuali condanne dei dipendenti, poiché precedenti penali possono compromettere il rinnovo o l’ottenimento del permesso di soggiorno permanente.
Questo aggiornamento potrebbe inoltre alimentare il dibattito politico più ampio su limiti all’immigrazione e obblighi di integrazione in vista delle elezioni del 2026. Per ora, il messaggio chiave per i professionisti della mobilità internazionale è che la Svizzera continua a far rispettare in modo rigoroso gli ordini di espulsione, sottolineando l’importanza di rispettare le condizioni di soggiorno e le leggi locali.
La maggior parte delle espulsioni ha riguardato cittadini di Albania (247), Romania (190) e Algeria (136); i cittadini UE/AELS rappresentano circa il 40% dei casi, mentre i cittadini di paesi terzi il 60%. La fascia demografica più colpita è quella degli uomini tra i 25 e i 34 anni. Le autorità prevedono un ulteriore aumento del tasso di espulsione forzata con l’elaborazione dei casi ancora in sospeso nei prossimi mesi.
Sebbene questi dati non modifichino le procedure quotidiane di immigrazione aziendale, evidenziano la ferma volontà del Consiglio Federale di applicare rigorosamente la modifica costituzionale del 2016 sui “criminali stranieri”. Le aziende che sponsorizzano permessi di lavoro devono quindi monitorare attentamente eventuali condanne dei dipendenti, poiché precedenti penali possono compromettere il rinnovo o l’ottenimento del permesso di soggiorno permanente.
Questo aggiornamento potrebbe inoltre alimentare il dibattito politico più ampio su limiti all’immigrazione e obblighi di integrazione in vista delle elezioni del 2026. Per ora, il messaggio chiave per i professionisti della mobilità internazionale è che la Svizzera continua a far rispettare in modo rigoroso gli ordini di espulsione, sottolineando l’importanza di rispettare le condizioni di soggiorno e le leggi locali.
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