
Gli Emirati Arabi Uniti hanno ampliato il loro programma di punta, il Golden Visa, con una nuova categoria dedicata specificamente ai filantropi ad alto impatto. Annunciata il 7 dicembre 2025 dalla Direzione Generale per la Residenza e gli Affari Esteri di Dubai (GDRFA) e Awqaf Dubai, la “Charity Donor Golden Visa” premia coloro che finanziano progetti umanitari o comunitari con donazioni significative.
Secondo il programma, donatori emiratini o stranieri nominati da Awqaf Dubai possono ottenere un permesso di soggiorno rinnovabile di 10 anni senza necessità di uno sponsor locale. Le autorità spiegano che l’iniziativa applica la Risoluzione del Consiglio dei Ministri n. 65 del 2022, ma va oltre, istituendo un comitato congiunto GDRFA–Awqaf per valutare le domande, verificare l’impatto e monitorare il rispetto continuo dei requisiti. I candidati devono dimostrare che i loro contributi sono in linea con le priorità nazionali, come istruzione, salute o welfare sociale, e che il sostegno è sostenibile nel tempo, non occasionale.
Per le multinazionali, questa nuova categoria rappresenta un ulteriore strumento per trattenere dirigenti senior che partecipano regolarmente a programmi di responsabilità sociale d’impresa (CSR) nel Golfo. I responsabili della mobilità globale possono integrare l’idoneità al visto nelle campagne di donazione aziendale, riducendo i tempi di assegnazione e i costi rispetto ai tradizionali visti per investitori. Importante, anche i familiari a carico godono degli stessi privilegi, inclusi il diritto di vivere, studiare e lavorare negli Emirati.
Questa mossa rafforza la posizione di Dubai come hub internazionale della filantropia, affiancata da un ambiente fiscale favorevole. I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle richieste da parte di family office del Golfo e fondazioni globali interessate a stabilire team satellite negli Emirati. Le aziende dovrebbero però informare il personale che il processo di nomina è rigoroso e che l’impatto sostenuto sarà soggetto a verifiche periodiche.
Praticamente, i team HR dovrebbero preparare dossier dettagliati sulle donazioni, ottenere lettere di supporto da enti benefici riconosciuti e prevedere da quattro a sei settimane per l’elaborazione da parte della GDRFA durante la fase pilota. Una volta rilasciati, i visti rimangono validi anche se i titolari soggiornano fuori dagli Emirati per più di sei mesi, un vantaggio importante per dirigenti spesso in viaggio.
Secondo il programma, donatori emiratini o stranieri nominati da Awqaf Dubai possono ottenere un permesso di soggiorno rinnovabile di 10 anni senza necessità di uno sponsor locale. Le autorità spiegano che l’iniziativa applica la Risoluzione del Consiglio dei Ministri n. 65 del 2022, ma va oltre, istituendo un comitato congiunto GDRFA–Awqaf per valutare le domande, verificare l’impatto e monitorare il rispetto continuo dei requisiti. I candidati devono dimostrare che i loro contributi sono in linea con le priorità nazionali, come istruzione, salute o welfare sociale, e che il sostegno è sostenibile nel tempo, non occasionale.
Per le multinazionali, questa nuova categoria rappresenta un ulteriore strumento per trattenere dirigenti senior che partecipano regolarmente a programmi di responsabilità sociale d’impresa (CSR) nel Golfo. I responsabili della mobilità globale possono integrare l’idoneità al visto nelle campagne di donazione aziendale, riducendo i tempi di assegnazione e i costi rispetto ai tradizionali visti per investitori. Importante, anche i familiari a carico godono degli stessi privilegi, inclusi il diritto di vivere, studiare e lavorare negli Emirati.
Questa mossa rafforza la posizione di Dubai come hub internazionale della filantropia, affiancata da un ambiente fiscale favorevole. I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle richieste da parte di family office del Golfo e fondazioni globali interessate a stabilire team satellite negli Emirati. Le aziende dovrebbero però informare il personale che il processo di nomina è rigoroso e che l’impatto sostenuto sarà soggetto a verifiche periodiche.
Praticamente, i team HR dovrebbero preparare dossier dettagliati sulle donazioni, ottenere lettere di supporto da enti benefici riconosciuti e prevedere da quattro a sei settimane per l’elaborazione da parte della GDRFA durante la fase pilota. Una volta rilasciati, i visti rimangono validi anche se i titolari soggiornano fuori dagli Emirati per più di sei mesi, un vantaggio importante per dirigenti spesso in viaggio.
Fonte: KPH Visa News
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