
Il governo provinciale della Bassa Austria ha formalmente richiesto al Ministero dell’Interno di ridurre il numero di permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare e altri titoli a quota da accettare nel 2025, segnalando una crescente resistenza regionale all’immigrazione. In una comunicazione datata 7 dicembre, la provincia ha chiesto di ridurre la propria quota da 348 a 273 posti. La richiesta rispecchia analoghe petizioni della Stiria ed è riflessa in un progetto di ordinanza federale attualmente in consultazione pubblica fino al 22 dicembre.
I permessi a titolo di quota — che riguardano familiari di lavoratori stranieri, pensionati con mezzi propri e alcuni nomadi digitali — sono soggetti a un tetto nazionale; lo scorso anno l’Austria ha autorizzato 5.846 richiedenti principali. Se il progetto del Ministero dell’Interno venisse adottato senza modifiche, il limite per il 2025 scenderebbe a 5.616 a livello nazionale. Le autorità sostengono che il calo delle domande, seguito al blocco federale sul ricongiungimento familiare per rifugiati entrato in vigore a luglio, giustifica una quota più contenuta.
Le associazioni datoriali avvertono che quote provinciali più restrittive potrebbero complicare la permanenza di personale straniero chiave, i cui coniugi e figli non hanno ancora ottenuto il permesso di soggiorno. I responsabili della mobilità internazionale potrebbero dover dilazionare le assegnazioni o ricorrere a vie alternative come la Carta Rosso-Bianco-Rosso plus se i posti per le famiglie dovessero esaurirsi. Anche i consulenti patrimoniali segnalano una possibile corsa tra pensionati facoltosi e nomadi digitali, che competono per lo stesso limitato numero di permessi a quota.
Il periodo di consultazione pubblica offre alle aziende una finestra ristretta per fare pressione e ottenere quote più elevate. Gli esperti legali consigliano di presentare le domande per i permessi a titolo di quota subito dopo la pubblicazione dei dati definitivi sulla Gazzetta Ufficiale federale — solitamente il 2 gennaio — perché le quote provinciali si esauriscono spesso in pochi giorni.
I permessi a titolo di quota — che riguardano familiari di lavoratori stranieri, pensionati con mezzi propri e alcuni nomadi digitali — sono soggetti a un tetto nazionale; lo scorso anno l’Austria ha autorizzato 5.846 richiedenti principali. Se il progetto del Ministero dell’Interno venisse adottato senza modifiche, il limite per il 2025 scenderebbe a 5.616 a livello nazionale. Le autorità sostengono che il calo delle domande, seguito al blocco federale sul ricongiungimento familiare per rifugiati entrato in vigore a luglio, giustifica una quota più contenuta.
Le associazioni datoriali avvertono che quote provinciali più restrittive potrebbero complicare la permanenza di personale straniero chiave, i cui coniugi e figli non hanno ancora ottenuto il permesso di soggiorno. I responsabili della mobilità internazionale potrebbero dover dilazionare le assegnazioni o ricorrere a vie alternative come la Carta Rosso-Bianco-Rosso plus se i posti per le famiglie dovessero esaurirsi. Anche i consulenti patrimoniali segnalano una possibile corsa tra pensionati facoltosi e nomadi digitali, che competono per lo stesso limitato numero di permessi a quota.
Il periodo di consultazione pubblica offre alle aziende una finestra ristretta per fare pressione e ottenere quote più elevate. Gli esperti legali consigliano di presentare le domande per i permessi a titolo di quota subito dopo la pubblicazione dei dati definitivi sulla Gazzetta Ufficiale federale — solitamente il 2 gennaio — perché le quote provinciali si esauriscono spesso in pochi giorni.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News