
Documenti riservati rivelano che la Coalizione dell’opposizione australiana sta elaborando una piattaforma sull’immigrazione che promette una riduzione netta della migrazione dall’estero e un’accelerazione delle espulsioni, potenzialmente limitando le garanzie procedurali per i richiedenti asilo. Gruppi di advocacy hanno avvertito l’11 dicembre che ridurre i diritti di appello potrebbe avere l’effetto contrario, intasando i tribunali e lasciando le persone “in sospeso per anni”.
La vice leader dell’opposizione, Sussan Ley, presenterà la prossima settimana i “principi” della proposta, secondo fonti interne, sotto la pressione di One Nation e di conduttori radiofonici che chiedono un taglio netto alla migrazione. Le opzioni includono l’introduzione di un test sui “valori australiani” per tutte le categorie di visto, un forte limite al numero di studenti internazionali ben al di sotto dei piani del Labor, e la reintroduzione dei visti di protezione temporanea. Il dibattito si accende mentre il governo affronta numeri record di visti temporanei e pianifica un vertice sull’edilizia a dicembre.
Gli esperti legali sostengono che poteri più severi per le espulsioni senza un giusto processo potrebbero portare a ricorsi alla Corte Suprema e aumentare i costi di detenzione. I gruppi imprenditoriali sono preoccupati per l’ipotesi di limiti agli studenti, sottolineando che l’educazione internazionale è la quarta esportazione più importante dell’Australia, con un valore di 48 miliardi di dollari australiani all’anno. Universities Australia ha dichiarato che qualsiasi limite deve essere accompagnato da un aumento dei finanziamenti alla ricerca, altrimenti si rischiano licenziamenti e chiusure di campus nelle città regionali.
Per i team di mobilità aziendale, la prospettiva di cambiamenti politici accentua l’incertezza nella pianificazione del talento per il 2026-27. I datori di lavoro dovrebbero monitorare il possibile sostegno bipartisan a proposte come l’innalzamento delle soglie di conoscenza della lingua inglese, controlli più rigorosi sugli sponsor aziendali e legami più stretti tra proprietà immobiliare e idoneità al visto, idee che circolano in entrambi i principali partiti.
Con un’elezione prevista entro la metà del 2026, la migrazione sembra destinata a dominare il ciclo politico, il che significa che i responsabili HR e della mobilità globale dovrebbero pianificare scenari sia di espansione sia di restrizione delle politiche sui visti nei prossimi 18 mesi.
La vice leader dell’opposizione, Sussan Ley, presenterà la prossima settimana i “principi” della proposta, secondo fonti interne, sotto la pressione di One Nation e di conduttori radiofonici che chiedono un taglio netto alla migrazione. Le opzioni includono l’introduzione di un test sui “valori australiani” per tutte le categorie di visto, un forte limite al numero di studenti internazionali ben al di sotto dei piani del Labor, e la reintroduzione dei visti di protezione temporanea. Il dibattito si accende mentre il governo affronta numeri record di visti temporanei e pianifica un vertice sull’edilizia a dicembre.
Gli esperti legali sostengono che poteri più severi per le espulsioni senza un giusto processo potrebbero portare a ricorsi alla Corte Suprema e aumentare i costi di detenzione. I gruppi imprenditoriali sono preoccupati per l’ipotesi di limiti agli studenti, sottolineando che l’educazione internazionale è la quarta esportazione più importante dell’Australia, con un valore di 48 miliardi di dollari australiani all’anno. Universities Australia ha dichiarato che qualsiasi limite deve essere accompagnato da un aumento dei finanziamenti alla ricerca, altrimenti si rischiano licenziamenti e chiusure di campus nelle città regionali.
Per i team di mobilità aziendale, la prospettiva di cambiamenti politici accentua l’incertezza nella pianificazione del talento per il 2026-27. I datori di lavoro dovrebbero monitorare il possibile sostegno bipartisan a proposte come l’innalzamento delle soglie di conoscenza della lingua inglese, controlli più rigorosi sugli sponsor aziendali e legami più stretti tra proprietà immobiliare e idoneità al visto, idee che circolano in entrambi i principali partiti.
Con un’elezione prevista entro la metà del 2026, la migrazione sembra destinata a dominare il ciclo politico, il che significa che i responsabili HR e della mobilità globale dovrebbero pianificare scenari sia di espansione sia di restrizione delle politiche sui visti nei prossimi 18 mesi.
Fonte: The Guardian
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