
Cina e Russia hanno ufficialmente avviato l’11 dicembre un ampio programma reciproco di esenzione dal visto, eliminando l’obbligo di permesso d’ingresso per i titolari di passaporti ordinari di entrambi i Paesi per soggiorni fino a 30 giorni. L’esenzione di Pechino per i russi, lanciata in via sperimentale a settembre, è stata ora replicata da Mosca, creando quella che le autorità definiscono una delle più grandi zone bilaterali senza visto al mondo. L’accordo riguarda turismo, visite familiari, incontri commerciali e scambi culturali, escludendo però lavoro o studio a lungo termine.
I primi segnali indicano un’impennata della domanda: l’agenzia cinese online Tongcheng ha registrato un triplo aumento delle ricerche per “tour invernale in Russia” rispetto alla settimana precedente, mentre la compagnia russa Aeroflot ha comunicato un incremento del 41% delle prenotazioni sulla tratta Mosca-Shanghai per il picco delle vacanze di gennaio. Gli aeroporti regionali di Harbin, Hailar e Vladivostok si stanno posizionando come hub di riferimento, aggiungendo frequenze charter per tour di gruppo e pacchetti sciistici.
Oltre al tempo libero, l’esenzione dovrebbe facilitare gli scambi commerciali transfrontalieri nei settori dell’energia e della logistica. I dirigenti del settore servizi petroliferi affermano che le visite brevi per negoziazioni contrattuali possono ora essere organizzate “in giorni anziché settimane”, riducendo i costi legati a inviti per il visto e spese di corriere. Gli spedizionieri prevedono cambi equipaggio più fluidi sul corridoio ferroviario Cina–Europa via Russia, potenzialmente riducendo i ritardi che hanno penalizzato le spedizioni multimodali durante gli anni della pandemia.
Entrambi i governi hanno fissato la scadenza del progetto pilota a metà settembre 2026, lasciando però aperta la possibilità di estensione previa revisione congiunta degli aspetti di sicurezza ed economici. Ai viaggiatori si consiglia di portare con sé prova del viaggio di ritorno e assicurazione sanitaria, poiché le autorità di frontiera mantengono la facoltà di richiedere documentazione di supporto. I team HR e mobility dovrebbero aggiornare le guide di destinazione, includendo la nuova esenzione nel pianificare le rotazioni tra i siti di progetto cinesi e russi.
I primi segnali indicano un’impennata della domanda: l’agenzia cinese online Tongcheng ha registrato un triplo aumento delle ricerche per “tour invernale in Russia” rispetto alla settimana precedente, mentre la compagnia russa Aeroflot ha comunicato un incremento del 41% delle prenotazioni sulla tratta Mosca-Shanghai per il picco delle vacanze di gennaio. Gli aeroporti regionali di Harbin, Hailar e Vladivostok si stanno posizionando come hub di riferimento, aggiungendo frequenze charter per tour di gruppo e pacchetti sciistici.
Oltre al tempo libero, l’esenzione dovrebbe facilitare gli scambi commerciali transfrontalieri nei settori dell’energia e della logistica. I dirigenti del settore servizi petroliferi affermano che le visite brevi per negoziazioni contrattuali possono ora essere organizzate “in giorni anziché settimane”, riducendo i costi legati a inviti per il visto e spese di corriere. Gli spedizionieri prevedono cambi equipaggio più fluidi sul corridoio ferroviario Cina–Europa via Russia, potenzialmente riducendo i ritardi che hanno penalizzato le spedizioni multimodali durante gli anni della pandemia.
Entrambi i governi hanno fissato la scadenza del progetto pilota a metà settembre 2026, lasciando però aperta la possibilità di estensione previa revisione congiunta degli aspetti di sicurezza ed economici. Ai viaggiatori si consiglia di portare con sé prova del viaggio di ritorno e assicurazione sanitaria, poiché le autorità di frontiera mantengono la facoltà di richiedere documentazione di supporto. I team HR e mobility dovrebbero aggiornare le guide di destinazione, includendo la nuova esenzione nel pianificare le rotazioni tra i siti di progetto cinesi e russi.
Fonte: Travel and Tour World
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