
La sera dell’11 dicembre, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha silenziosamente pubblicato un avviso che pone fine a nove programmi di Permesso di Rientro Familiare (Family Reunification Parole, FRP) riguardanti Cuba, Haiti, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras e altri paesi. L’avviso, previsto per la pubblicazione ufficiale nel Federal Register il 15 dicembre, termina i programmi categorici 30 giorni dopo e trasforma le future decisioni di permesso in valutazioni discrezionali, caso per caso.
Il cambiamento interesserà immediatamente oltre 72.000 richieste pendenti e 120.000 beneficiari già ammessi con FRP. A meno che non abbiano presentato il modulo I-485 per la regolarizzazione dello status, gli attuali beneficiari perderanno l’autorizzazione al lavoro un anno dopo la data di entrata in vigore, con un impatto potenzialmente significativo su migliaia di datori di lavoro statunitensi nei settori agricolo, dell’ospitalità e dell’assistenza agli anziani.
Il DHS giustifica la chiusura dei programmi categorici citando “preoccupazioni di sicurezza e di verifica” e sottolinea che questi programmi indirizzavano i migranti verso una situazione di limbo quasi permanente, anziché verso percorsi regolari di visto. Gli attivisti per i diritti degli immigrati sostengono invece che la chiusura delle vie legali spingerà più famiglie a tentare attraversamenti irregolari e sovraccaricherà i sistemi di asilo.
I datori di lavoro che si affidano all’autorizzazione al lavoro tramite FRP sono invitati ad aggiornare i propri calendari di conformità: le verifiche E-Verify potrebbero essere richieste già da metà gennaio per i lavoratori con documenti di autorizzazione in scadenza. Le aziende dovrebbero inoltre preparare comunicazioni per le risorse umane che spieghino le opzioni disponibili, come i visti stagionali H-2A/H-2B o la sponsorizzazione per visti d’immigrante.
L’annuncio segnala l’intenzione dell’amministrazione di restringere l’uso del permesso umanitario in generale. Parallelamente, a partire da ottobre, USCIS ha iniziato a richiedere una tassa di 1.000 dollari per il permesso, scoraggiando ulteriormente le domande. Gli operatori del settore prevedono numerose cause legali che impugneranno la riduzione dei programmi sulla base della protezione uguale e della legge sulle procedure amministrative.
Il cambiamento interesserà immediatamente oltre 72.000 richieste pendenti e 120.000 beneficiari già ammessi con FRP. A meno che non abbiano presentato il modulo I-485 per la regolarizzazione dello status, gli attuali beneficiari perderanno l’autorizzazione al lavoro un anno dopo la data di entrata in vigore, con un impatto potenzialmente significativo su migliaia di datori di lavoro statunitensi nei settori agricolo, dell’ospitalità e dell’assistenza agli anziani.
Il DHS giustifica la chiusura dei programmi categorici citando “preoccupazioni di sicurezza e di verifica” e sottolinea che questi programmi indirizzavano i migranti verso una situazione di limbo quasi permanente, anziché verso percorsi regolari di visto. Gli attivisti per i diritti degli immigrati sostengono invece che la chiusura delle vie legali spingerà più famiglie a tentare attraversamenti irregolari e sovraccaricherà i sistemi di asilo.
I datori di lavoro che si affidano all’autorizzazione al lavoro tramite FRP sono invitati ad aggiornare i propri calendari di conformità: le verifiche E-Verify potrebbero essere richieste già da metà gennaio per i lavoratori con documenti di autorizzazione in scadenza. Le aziende dovrebbero inoltre preparare comunicazioni per le risorse umane che spieghino le opzioni disponibili, come i visti stagionali H-2A/H-2B o la sponsorizzazione per visti d’immigrante.
L’annuncio segnala l’intenzione dell’amministrazione di restringere l’uso del permesso umanitario in generale. Parallelamente, a partire da ottobre, USCIS ha iniziato a richiedere una tassa di 1.000 dollari per il permesso, scoraggiando ulteriormente le domande. Gli operatori del settore prevedono numerose cause legali che impugneranno la riduzione dei programmi sulla base della protezione uguale e della legge sulle procedure amministrative.
Fonte: Envoy Global
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