
Il ministro delle Finanze brasiliano Fernando Haddad ha dichiarato ai giornalisti a Brasilia il 18 dicembre che la conclusione del tanto atteso accordo di libero scambio tra UE e Mercosur è ormai un "imperativo geopolitico" per la più grande economia del Sud America. Dopo quasi 25 anni di negoziati, il testo legale è stato firmato a livello preliminare all'inizio di questo mese, ma Francia e Italia hanno richiesto maggiori garanzie ambientali, costringendo la Commissione Europea a posticipare la cerimonia di firma prevista.
Haddad ha riferito di aver consegnato un messaggio personale al presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando che l'accordo va oltre la semplice riduzione dei dazi, rappresentando invece una barriera contro il crescente protezionismo globale. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva si è mostrato altrettanto deciso, avvertendo che il Brasile potrebbe rivolgersi a partner commerciali alternativi se l’Europa dovesse rallentare. Parallelamente, Lula ha telefonato al primo ministro italiano Giorgia Meloni, che ha espresso un sostegno condizionato, chiedendo però un “margine politico” per rassicurare gli agricoltori italiani.
Per gli operatori della mobilità internazionale, l’avanzamento dell’accordo è cruciale perché promette di liberalizzare i visti per servizi professionali e semplificare le formalità doganali per il trasferimento di attrezzature intra-aziendali, disposizioni inserite negli allegati sulla mobilità. Le multinazionali europee con attività in Brasile stanno già valutando scenari che prevedono esenzioni dal permesso di lavoro per incarichi tecnici a breve termine e il riconoscimento reciproco delle licenze professionali.
Tuttavia, permangono incertezze. Fonti interne all’UE citate da Reuters indicano che la ratifica da parte degli Stati membri potrebbe protrarsi fino al 2026, anche in caso di firma entro questo mese. Le aziende sono quindi invitate a pianificare su due fronti: mantenere i processi di conformità attuali, preparandosi però a un rapido adattamento qualora entrassero in vigore i capitoli sulla mobilità.
Haddad ha riferito di aver consegnato un messaggio personale al presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando che l'accordo va oltre la semplice riduzione dei dazi, rappresentando invece una barriera contro il crescente protezionismo globale. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva si è mostrato altrettanto deciso, avvertendo che il Brasile potrebbe rivolgersi a partner commerciali alternativi se l’Europa dovesse rallentare. Parallelamente, Lula ha telefonato al primo ministro italiano Giorgia Meloni, che ha espresso un sostegno condizionato, chiedendo però un “margine politico” per rassicurare gli agricoltori italiani.
Per gli operatori della mobilità internazionale, l’avanzamento dell’accordo è cruciale perché promette di liberalizzare i visti per servizi professionali e semplificare le formalità doganali per il trasferimento di attrezzature intra-aziendali, disposizioni inserite negli allegati sulla mobilità. Le multinazionali europee con attività in Brasile stanno già valutando scenari che prevedono esenzioni dal permesso di lavoro per incarichi tecnici a breve termine e il riconoscimento reciproco delle licenze professionali.
Tuttavia, permangono incertezze. Fonti interne all’UE citate da Reuters indicano che la ratifica da parte degli Stati membri potrebbe protrarsi fino al 2026, anche in caso di firma entro questo mese. Le aziende sono quindi invitate a pianificare su due fronti: mantenere i processi di conformità attuali, preparandosi però a un rapido adattamento qualora entrassero in vigore i capitoli sulla mobilità.
Fonte: Reuters
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