
Il 18 dicembre 2025 il Ministero dell’Interno finlandese ha confermato che le persone già beneficiarie di protezione temporanea in un altro Stato membro dell’UE non potranno ottenere un permesso parallelo in Finlandia. Questa precisazione allinea la prassi nazionale all’articolo 11 della Direttiva sulla Protezione Temporanea, che attribuisce la responsabilità primaria allo Stato che concede per primo la protezione.
Fino ad ora, la Finlandia ha ricevuto un flusso modesto ma costante di richiedenti – per lo più cittadini ucraini – che tentavano di trasferirsi in Finlandia per usufruire dell’assegno abitativo più generoso, dopo essersi registrati altrove. Con la nuova politica, gli ufficiali di frontiera e gli operatori Migri effettueranno controlli in tempo reale a livello UE prima di accettare una domanda. Chi risulterà in possesso di un permesso di soggiorno per protezione temporanea valido rilasciato da un altro Stato membro sarà rimandato indietro o indirizzato alle procedure ordinarie di asilo.
Il Ministero dell’Interno ha sottolineato che la modifica è di natura amministrativa, non politica. I richiedenti che dimostrino motivi eccezionali – come legami familiari stabili o un’offerta di lavoro preesistente in Finlandia – potranno comunque trasferire il loro status tramite un meccanismo di coordinamento UE. Le ONG per i diritti umani hanno accolto con favore la certezza giuridica, ma hanno esortato le autorità a garantire una comunicazione chiara per evitare che persone vulnerabili rimangano in sospeso nei centri di accoglienza.
Per i datori di lavoro, l’annuncio riduce le ambiguità nell’assunzione di professionisti sfollati già residenti in altri Paesi UE; le aziende dovranno ora sponsorizzare un permesso di soggiorno basato sul lavoro separato se intendono trasferire tali talenti in Finlandia. I team di mobilità internazionale dovrebbero verificare lo status di protezione degli assunti ucraini durante i controlli pre-assunzione per evitare ritardi nelle procedure.
Fino ad ora, la Finlandia ha ricevuto un flusso modesto ma costante di richiedenti – per lo più cittadini ucraini – che tentavano di trasferirsi in Finlandia per usufruire dell’assegno abitativo più generoso, dopo essersi registrati altrove. Con la nuova politica, gli ufficiali di frontiera e gli operatori Migri effettueranno controlli in tempo reale a livello UE prima di accettare una domanda. Chi risulterà in possesso di un permesso di soggiorno per protezione temporanea valido rilasciato da un altro Stato membro sarà rimandato indietro o indirizzato alle procedure ordinarie di asilo.
Il Ministero dell’Interno ha sottolineato che la modifica è di natura amministrativa, non politica. I richiedenti che dimostrino motivi eccezionali – come legami familiari stabili o un’offerta di lavoro preesistente in Finlandia – potranno comunque trasferire il loro status tramite un meccanismo di coordinamento UE. Le ONG per i diritti umani hanno accolto con favore la certezza giuridica, ma hanno esortato le autorità a garantire una comunicazione chiara per evitare che persone vulnerabili rimangano in sospeso nei centri di accoglienza.
Per i datori di lavoro, l’annuncio riduce le ambiguità nell’assunzione di professionisti sfollati già residenti in altri Paesi UE; le aziende dovranno ora sponsorizzare un permesso di soggiorno basato sul lavoro separato se intendono trasferire tali talenti in Finlandia. I team di mobilità internazionale dovrebbero verificare lo status di protezione degli assunti ucraini durante i controlli pre-assunzione per evitare ritardi nelle procedure.
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