
La sera del 17 dicembre 2025, l’Eduskunta finlandese ha dato l’approvazione finale al disegno di legge di riforma TYKE, una revisione completa dei Servizi per l’Impiego che sarà implementata a tappe a partire dal 1° gennaio 2026. Sebbene la normativa riguardi tutti i disoccupati, alcune disposizioni interessano in modo specifico i migranti appena arrivati e i titolari di permesso di soggiorno che lavorano in Finlandia.
Le principali novità includono: (1) l’estensione del termine per il colloquio iniziale obbligatorio da cinque a dieci giorni lavorativi, offrendo ai nuovi arrivati più tempo per raccogliere la documentazione necessaria; (2) la sostituzione dei controlli mensili fissi con “colloqui occupazionali” basati sulle esigenze individuali, che secondo le autorità ridurranno la burocrazia ma permetteranno anche sanzioni più severe in caso di inadempienza; (3) l’obbligo per i lavoratori part-time — inclusi molti studenti internazionali e coniugi accompagnatori — di accettare offerte di lavoro a tempo pieno adeguate, pena la sospensione dei sussidi.
La riforma modifica inoltre il modello di erogazione dei servizi, passando dagli uffici TE statali a 45 aree occupazionali municipali. I lavoratori stranieri che si trasferiscono in un altro comune dovranno quindi registrarsi tempestivamente per evitare interruzioni nei benefici. I team HR delle multinazionali stanno preparando guide per assicurare che gli assegnati comprendano i nuovi obblighi, in particolare riguardo all’accettazione di offerte di lavoro anche fuori dal proprio settore di competenza.
I sindacati temono che il regime sanzionatorio più severo — sette giorni di sospensione del sussidio per la prima infrazione, sei settimane di obbligo lavorativo in caso di recidiva — possa colpire in modo sproporzionato i migranti meno familiari con le procedure amministrative finlandesi. In risposta, il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione avvierà un progetto pilota con “coach digitali” multilingue sulla piattaforma Job Market Finland.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: il rispetto degli obblighi di ricerca attiva del lavoro diventerà un elemento centrale del supporto alle assegnazioni, soprattutto per i coniugi accompagnatori e i laureati con permessi di ricerca lavoro.
Le principali novità includono: (1) l’estensione del termine per il colloquio iniziale obbligatorio da cinque a dieci giorni lavorativi, offrendo ai nuovi arrivati più tempo per raccogliere la documentazione necessaria; (2) la sostituzione dei controlli mensili fissi con “colloqui occupazionali” basati sulle esigenze individuali, che secondo le autorità ridurranno la burocrazia ma permetteranno anche sanzioni più severe in caso di inadempienza; (3) l’obbligo per i lavoratori part-time — inclusi molti studenti internazionali e coniugi accompagnatori — di accettare offerte di lavoro a tempo pieno adeguate, pena la sospensione dei sussidi.
La riforma modifica inoltre il modello di erogazione dei servizi, passando dagli uffici TE statali a 45 aree occupazionali municipali. I lavoratori stranieri che si trasferiscono in un altro comune dovranno quindi registrarsi tempestivamente per evitare interruzioni nei benefici. I team HR delle multinazionali stanno preparando guide per assicurare che gli assegnati comprendano i nuovi obblighi, in particolare riguardo all’accettazione di offerte di lavoro anche fuori dal proprio settore di competenza.
I sindacati temono che il regime sanzionatorio più severo — sette giorni di sospensione del sussidio per la prima infrazione, sei settimane di obbligo lavorativo in caso di recidiva — possa colpire in modo sproporzionato i migranti meno familiari con le procedure amministrative finlandesi. In risposta, il Ministero dell’Economia e dell’Occupazione avvierà un progetto pilota con “coach digitali” multilingue sulla piattaforma Job Market Finland.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio è chiaro: il rispetto degli obblighi di ricerca attiva del lavoro diventerà un elemento centrale del supporto alle assegnazioni, soprattutto per i coniugi accompagnatori e i laureati con permessi di ricerca lavoro.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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