
Circa 300 cittadini indiani iscritti a programmi ibridi presso la IU International University of Applied Sciences di Berlino hanno appreso il 24 dicembre che i loro visti studenteschi sono stati respinti o annullati, secondo diversi rapporti e dichiarazioni del sindacato studentesco. L’ufficio immigrazione della città (LEA) ha stabilito che il formato di apprendimento misto dell’università non soddisfa il requisito tedesco di “studio a tempo pieno e in presenza”, uno standard inasprito all’inizio del 2025.
Gli studenti coinvolti affermano di aver investito tra i 20.000 e i 30.000 euro ciascuno per quella che credevano sarebbe stata un’esperienza tradizionale in campus. Molti avevano già firmato contratti di affitto a lungo termine. Alcuni hanno ricevuto ordini di partenza con l’obbligo di lasciare la Germania entro 30 giorni, pena l’espulsione, mentre ad altri è stato detto che potevano proseguire i corsi a distanza dall’estero.
Perché è importante: il caso mette in luce l’interpretazione più rigida della Germania sulle regole dei visti per studio, in un momento in cui il Paese cerca di attrarre talenti internazionali. Gli agenti educativi avvertono che l’incertezza potrebbe spingere i potenziali candidati verso Paesi vicini con politiche più chiare sull’apprendimento a distanza. Anche i datori di lavoro che offrono lavori part-time agli studenti si trovano ad affrontare improvvise carenze di personale durante il picco delle vendite natalizie.
Prossimi passi: la IU ha promesso supporto legale e sta valutando di passare a un calendario completamente in presenza per soddisfare i requisiti del LEA. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano agli studenti di presentare ricorsi urgenti e richiedere la ‘Duldung’ (permesso di soggiorno temporaneo) per evitare la perdita immediata dello status. I team HR che sponsorizzano tirocinanti dovrebbero verificare che i certificati di iscrizione specifichino chiaramente la frequenza in presenza.
Gli studenti coinvolti affermano di aver investito tra i 20.000 e i 30.000 euro ciascuno per quella che credevano sarebbe stata un’esperienza tradizionale in campus. Molti avevano già firmato contratti di affitto a lungo termine. Alcuni hanno ricevuto ordini di partenza con l’obbligo di lasciare la Germania entro 30 giorni, pena l’espulsione, mentre ad altri è stato detto che potevano proseguire i corsi a distanza dall’estero.
Perché è importante: il caso mette in luce l’interpretazione più rigida della Germania sulle regole dei visti per studio, in un momento in cui il Paese cerca di attrarre talenti internazionali. Gli agenti educativi avvertono che l’incertezza potrebbe spingere i potenziali candidati verso Paesi vicini con politiche più chiare sull’apprendimento a distanza. Anche i datori di lavoro che offrono lavori part-time agli studenti si trovano ad affrontare improvvise carenze di personale durante il picco delle vendite natalizie.
Prossimi passi: la IU ha promesso supporto legale e sta valutando di passare a un calendario completamente in presenza per soddisfare i requisiti del LEA. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano agli studenti di presentare ricorsi urgenti e richiedere la ‘Duldung’ (permesso di soggiorno temporaneo) per evitare la perdita immediata dello status. I team HR che sponsorizzano tirocinanti dovrebbero verificare che i certificati di iscrizione specifichino chiaramente la frequenza in presenza.
Fonte: Gujarat Samachar