
Le relazioni transatlantiche hanno subito un nuovo colpo il 24 dicembre, quando Washington ha annunciato il divieto di visto per cinque alti funzionari europei di spicco, tra cui l’ex Commissario UE per il Mercato Interno Thierry Breton. Berlino si è unita a Parigi e Bruxelles nel definire la mossa una “rappresaglia politica ingiustificata”. Un portavoce del Ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato che i divieti “minano intese decennali sul programma di esenzione dal visto” e ha avvertito di “contromisure proporzionate” qualora le restrizioni non vengano revocate.
Contesto: I funzionari colpiti hanno contribuito a redigere il Digital Services Act dell’UE, una legge storica che obbliga le grandi piattaforme online – molte delle quali con sede negli Stati Uniti – a controllare i contenuti illegali e a rendere trasparenti i loro algoritmi. L’amministrazione Trump sostiene che il DSA equivale a censura e danneggia gli interessi commerciali statunitensi; le capitali europee replicano che la legge è una misura di sicurezza legittima. Sebbene la politica sui visti USA sia una questione sovrana, Bruxelles gode normalmente di un accesso quasi automatico tramite il Visa Waiver Program. La Germania considera questo passo senza precedenti come un pericoloso precedente che politicizza la mobilità.
Implicazioni pratiche: I divieti sono in gran parte simbolici – pochi dei funzionari nominati viaggiano frequentemente negli Stati Uniti – ma le aziende tedesche temono danni collaterali più ampi. I responsabili della mobilità interna di due società DAX hanno riferito a Global Mobility News di prepararsi a “controlli secondari più lunghi” ai punti di ingresso USA per i dipendenti coinvolti in progetti di regolamentazione tecnologica UE. Alcuni consulenti consigliano di documentare l’ambito dei progetti per dimostrare l’assenza di conflitti di interesse regolamentari.
Prossimi sviluppi: Berlino sta coordinando una risposta a livello UE che potrebbe includere restrizioni reciproche all’ingresso per alcuni lobbisti statunitensi. Una fonte autorevole del Bundestag ha riferito che i legislatori stanno già esaminando la base legale per sospendere l’accesso privilegiato alle corsie aeroportuali (lo ‘Fast Track’ in stile APEC UE-USA) per i funzionari statunitensi in visita. Per i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: mantenere un profilo basso nei viaggi del personale senior fino a quando la situazione non si sarà stabilizzata e aggiornare i protocolli di gestione delle crisi per possibili misure di ritorsione.
Contesto: I funzionari colpiti hanno contribuito a redigere il Digital Services Act dell’UE, una legge storica che obbliga le grandi piattaforme online – molte delle quali con sede negli Stati Uniti – a controllare i contenuti illegali e a rendere trasparenti i loro algoritmi. L’amministrazione Trump sostiene che il DSA equivale a censura e danneggia gli interessi commerciali statunitensi; le capitali europee replicano che la legge è una misura di sicurezza legittima. Sebbene la politica sui visti USA sia una questione sovrana, Bruxelles gode normalmente di un accesso quasi automatico tramite il Visa Waiver Program. La Germania considera questo passo senza precedenti come un pericoloso precedente che politicizza la mobilità.
Implicazioni pratiche: I divieti sono in gran parte simbolici – pochi dei funzionari nominati viaggiano frequentemente negli Stati Uniti – ma le aziende tedesche temono danni collaterali più ampi. I responsabili della mobilità interna di due società DAX hanno riferito a Global Mobility News di prepararsi a “controlli secondari più lunghi” ai punti di ingresso USA per i dipendenti coinvolti in progetti di regolamentazione tecnologica UE. Alcuni consulenti consigliano di documentare l’ambito dei progetti per dimostrare l’assenza di conflitti di interesse regolamentari.
Prossimi sviluppi: Berlino sta coordinando una risposta a livello UE che potrebbe includere restrizioni reciproche all’ingresso per alcuni lobbisti statunitensi. Una fonte autorevole del Bundestag ha riferito che i legislatori stanno già esaminando la base legale per sospendere l’accesso privilegiato alle corsie aeroportuali (lo ‘Fast Track’ in stile APEC UE-USA) per i funzionari statunitensi in visita. Per i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: mantenere un profilo basso nei viaggi del personale senior fino a quando la situazione non si sarà stabilizzata e aggiornare i protocolli di gestione delle crisi per possibili misure di ritorsione.
Fonte: Reuters